ATAVICA FAME ITALICA

Golosa nel modo giusto?

Gentile Signora Stefanenko,

mi duole notare che, nonostante i numerosi anni strascorsi nel nostro paese, lontana dall’infelice dieta a base di carne infantile della Sua gioventù, e nonostante la pronuncia del Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, che Le faceva notare che una mousse al cioccolato non può essere paragonata a uno yogurt magro, Lei insista nel sollecitare noi italiane a dirottare la nostra golosità verso un derivato del latte con una percentuale di grassi molto più vicina all’aria che a un qualsiasi altro alimento.

Ritiene davvero plausbile che una donna normale, seppur a un passo dalla prova bikini, durante un attacco di fame post allenamento sportivo e con un’incredibile golosità, possa placare il suo appetito con lo yogurt?
Hai mai sentito parlare di panini al salame, merendine, pizzette, arancini o Nutella?

Inoltre, anche nel caso disperato in cui una di noi si trovi a dover lottare con i kg di troppo, l’approccio con l’infausto vasetto non sarà mai compiuto col sorriso sulle labbra.

La invito quindi a cercarsi un prodotto più appetibile da sponsorizzare (quanta ampia scelta Le offre la nostra tradizione culinaria!) o almeno sforzarsi di assumere un’espressione mesta e contrita mentre convince noi donne mediterranee a placare la fame con lo yogurtino.

Cordiali saluti e buon appettito,

Dania

19 commenti su “ATAVICA FAME ITALICA”

  1. In qualche strano modo sono riuscito ad allenare la mia mente a desiderare insalata di riso. Niente yogurt, niente panini al salame.

    Funziona!

  2. Natasha Stefanenko, ovvero una delle tre cose più brutte del mondo dopo la fila davanti al McDonald di Mosca e bere il caffè ghiaccio.

    Caduto il muro sono caduti tutti i miei stereotipi fondamentali…

  3. ..fra l’altro Stefanenko, se passa, vada anche a fare in culo lei, e le sue cloni (e?) sparse in giro, che uno se le tromba e scopre che le russe a letto son davvero freddine, e anche le italiane che sembran russe. Parole d’autore.

    Dania Mia, tesoro dello zio…

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