pro familia
La Cei non muta la sua posizione sui pacs: -Le coppie di fatto intaccano la famiglia tradizionale!-
Anche il sacerdozio e il monachesimo, con il loro rigido celibato, sono l’antitesi del matrimonio, eppure non hanno impedito, a chiunque non prendesse i voti, di convolare a nozze.
Sembra, infatti, che nella proposta di legge del Governo non verrà impedito il libero arbitrio…
- Insinuato da Dania78 il 29 gennaio 2007
- 117 commenti »











29 gennaio 2007 at 12:17
Ciao Dania. Viva il libero areibtrio sempre e comunque (si ai pacs e ai matrimoni dei preti!).
P.s.: non era meglio l’altra biancaneve? Bah, insomma, io un po’ mi ero affezionato….
Besos.
29 gennaio 2007 at 12:19
Due post addietro ci sono 150 commenti che parlano della nuova Biancaneve.
Non sono disponibile a parlarne ancora
29 gennaio 2007 at 12:24
Dania, ma avere dei feed interi da leggere nel feed reader è chiedere troppo?
29 gennaio 2007 at 12:26
Col nuovo dominio avremo tutto completo.
Pazientate ancora un po’.
Quel povero pro-fumo fa quello che può
29 gennaio 2007 at 12:40
ma ce lo lasceranno mai sto libero arbitrio? o se lo devono giocare i preti ai dadi?
29 gennaio 2007 at 12:45
Ciao Dania
Non credo che il problema dei pacs possa essere legato ai commenti che da la CEI.
Secondo me sbagliamo a considerare la poszione della CEI come da commentare.
Credo che seppure autorevole e comunque dignitosa qualunque cosa possa dire la Conferenza Episcopole non deve essere comunque vincole per decisione che vengono prese in uno stato laico. E’ vero si che i cattolici nel nostro paese sono tanti ma ritengo che sia altrettanto vero considerare di pari dignità una qualsiasi posizione non laica. Paradosso è che offrendo spazio a questi pareri Tu non fai altro che renderli equivalenti a valutazioni nate da quella che è l’esperienza quotidiana di ciascuno di noi. Non so se mi sono spiegato comunque dopo cercherò di esprimere meglio il concetto.
29 gennaio 2007 at 12:54
Non vedo il senso regolarizzare le coppie di fatto… per regolarizzarsi basta andare in comune e sposarsi… o no? altrimenti si rimane eterni fidanzati… che è molto meglio… perchè regolarizzare= Pagare= scartoffie= pagare ancora… Fidanzati a Vita o single o trombamici e basta… azz… ancora regole? no grazie
29 gennaio 2007 at 12:56
I concetti per essere presi in considerazione andrebbero come minimo firmati.
Non so se mi sono spiegato comunque dopo cercherò di esprimere meglio il concetto.
29 gennaio 2007 at 13:09
..a questo proposito il parere della CEI è pari a quello dell’ARCIGAY.. ovvero parti in causa… ciò detto.. la parola PACS di per sè non significa nulla.. quello da vedere è quali sono i diritti che si vogliono dare alle cosidette coppie di fatto,
..assistenza in ospedale.. OK
..eredità.. OK, purchè con concetto pari a chi coppia di fatto non è…
contratto affitto.. OK
adozione.. MANCO PER IDEA..
diritti particolari assimilati al matrimonio.. MANCO PER IDEA
diritti su figli da matrimoni precedenti.. MANCO PER IDEA..
matrimoni omosessuali.. MANCO PER IDEA..
conclusione.. sì a riconoscere diritti, facoltà e libero arbitrio.. no ad assimilare le coppie di fatto ai matrimoni senza sposarsi dando loro pari diritti ma non eguali doveri ed oneri..
zeus
29 gennaio 2007 at 13:12
Com’era: libero stato in libera chiesa, o viceversa? Ricordando che non di una ma di chiese si parla nella Costituzione, assieme alle altre libertà consentite in un paese democratico
29 gennaio 2007 at 13:23
Ma cosa ti aspetti dal Ratzinger che, allora cardinale, soi fece promotore della legge clericale che prevede per i parroci accusati di pedofilia un semplice trasferimento di parrocchia ( per metter gli occhi su nuovi candidi fanciulli )?
Anzi mi meraviglio che non ripristini il rogo per le adultere.
Amen.
Mary
29 gennaio 2007 at 13:40
…beh peró non è giusto!E allora a queste adultere che gli si fá? Almeno rigar loro la macchina dovrebbe essere possibile!
~Enzo~
29 gennaio 2007 at 13:47
Pacs e matrimoni civili sono due cose diverse. Evitiamo luoghi comuni sul mo blog, per carità.
Fuoco alle adultere, evviva i preti pedofili!
(Brrrrrr)
29 gennaio 2007 at 13:49
OT: allora? L’aperitivo milanese quando lo organizziamo?
29 gennaio 2007 at 13:54
ven sab.. quando vuoi..
zeus
29 gennaio 2007 at 13:55
Abbiamo capito che tu sei disponibile…facciamo parlare anche gli altri.
29 gennaio 2007 at 13:56
si maestra.
zeus
29 gennaio 2007 at 14:45
ciao a tutti
Sono l’autore del commento 6.
Non ho firmato perchè sono in attesa di ricevere username.
Il senso del mio commento è che non bisogna per affrontare un problema importante come quello delle coppie di fatto chiudersi in radicalismi quali arcigay o cei perchè si rischia di non uscirne più.
Questo è un problema serio che impatta centinaia di migliaia di coppie italiane sia etero che omo.
In questo caso lo stato deve dare una risposta a salvagurdia dei principi legati a valori affettivi.
Per questo dico che il problema èda affrontare tecnicamente senza lasciarci prendere dalle nostri fedi qualunque esse siano.
Il core del problema è che a miagliaia di coppie che oggi vivono insieme dobbamo fare in modo che queste siano salvaguardate.
sono libronisssimo
29 gennaio 2007 at 14:51
Certo, caro anonimo in attesa di username, ma non possiamo ignorare l’opinione della Cei se questa viene ripostata da tutti i quotidiani nazionali e dai Tg e se le viene attribuito un peso politico specifico.
29 gennaio 2007 at 15:11
Beh ormai anche la chiesa si sta barzellettizzando…quindi ormai non ci faccio più caso a quel che dicono…ciao ciao
Captain’s Charisma
29 gennaio 2007 at 15:12
Potresti risolvere i tuoi problemi vincendo il concorso
!
29 gennaio 2007 at 15:14
Perderei. Non sono una grande autrice. E con i 14 euro dell’iscrizione, mi pago due cerette all’inguine
29 gennaio 2007 at 15:20
p.s. caro concorsoletteraio, non vedo segnalata sul tuo blog l’aut. min.

Attento!
29 gennaio 2007 at 15:27
la proposta ape milanese langue.. forse i tuoi lettori milanesi sono distratti? daaaaaiiii!!!!!! dov’è lo gnegne? presto, prima che la Dott.ssa decida di cambiare la location!
g.
29 gennaio 2007 at 16:11
Ma non lo sai che in olanda e in spagna ormai sono tutti invertiti?!!?!?
Ape milanese? fatemi sapere
29 gennaio 2007 at 16:13
Ok: per il momento abbiamo 3 sì per ape milanese, più io e pro-fumo (se farà il bravo).
Chi altri è disponibile?
29 gennaio 2007 at 16:53
uff mi sono rotto di vivere in un paese confessionale che fa finta di essere laico! ma dove sta scritto che certi testoni possano sentirsi in diritto di mettere in crisi il governo per questioni di principio che riguardano solo loro? se uno è contrario ai pacs si sposa e basta! se uno fa i pacs saranno cazzi suoi! mica si parla di andare in guerra o di liberalizzare la vendita delleroina nei supermercati. è giusto che la Chiesa esprima le sue convinzioni ma ognuno dovrebbe essere libero d ivivere come gli pare se non danneggia gli altri. perchè proibire a qualcono i pacs o di scopare come gli pare se non danneggia nessun altro?
29 gennaio 2007 at 17:48
Io vieterei lo scambio di coppie.
C’è piú gusto se è vietato
~POP~
29 gennaio 2007 at 17:50
io vorrei esserci (a Milano), ma quando?ciao
29 gennaio 2007 at 17:53
Il problema non è se la CEI debba o no avere voce in capitolo. La stessa risonanza ce l’ha anche Vladimir Luxuria quando parla di certi temi o la Gardini quando la (lo?) trova nel bagno e gli sgocciola l’ascia del cesso col pistolino.
Il problema è che si vogliono sempre diritti, ma mai si parla dei doveri. E questo in un’ottica estremamente laica.
Io allora direi di non creare PACS, ma di abolire il matrimonio civile, trasformando in “pacsate” tutte le coppie sposate. Così basta con separazioni, divorzi, coniuge economicamente debole che fa la sanguisuga con il coniuge economicamente forte ecc. ecc.
Poi se uno vule sposarsi in chiesa o in moschea o in sinagoga o dove più gli piace, affari suoi.
Dove sono i doveri delle coppie di fatto proposte nei pacs?
Diverso è il discorso delle coppie omosessuali: che si chiami pacs o matrimonio, il loro riconoscimento è una cosa diversa.
29 gennaio 2007 at 17:55
~POP~: se vietassero lo scambio di coppie, triplicherebbero i divorzi.
paobal: quando e dove lo si decide appena avremo un numero di adesioni decente
29 gennaio 2007 at 17:58
biondo: il pacs prevede l’unione civile di categorie che non sono soltanto uomo e donna che si amano. Inoltre il progetto elimina da un’unione del genere la burocrazia (avvocati, notai e stronzate varie).
29 gennaio 2007 at 18:08
E’ che loro hanno qualche problemino a monte, non riescono a vedere la faccenda con molta lucidità.
Sai, considerando che il fondatore era un figlio illegittimo, nato perdipiù da fecondazione eterologa.
29 gennaio 2007 at 18:23
Penso che i pacs c’entrino poco con lo sfaldamento della famiglia tradizionale, che è entrata in crisi da sola (per una naturale evoluzione della società contemporanea e dei suoi valori, oltre per il mutato ruolo della donna che non è più quello di 50 anni fa), mica per le coppie omosessuali, che chiedono solo che gli vengano ricnosciuti certi diritti civili..
poi la Cei forse non ha capito che l’unione di fatto di cui parla il governo Prodi nulla ha a che vedere coi Pacs francesi…
29 gennaio 2007 at 18:36
E soprattutto, se il cattolico vuole sposarsi in Chiesa non cambia idea se c’è il PACS!!
Perché la CEI non dice nulla contro il matrimonio civile? Anche quello è contro Dio.
29 gennaio 2007 at 19:15
ciao dania!
grazie x la visita
29 gennaio 2007 at 20:15
che facciamo per l’ape milanese, facciamo questo sabato (sera) e non ne parliamo più?
Dania, dade, quanti giorni a cavallo vi servono? O vi fidate a prendere la diligenza? Se partite domani ed evitate le imboscate Sioux, i cacciatori Comanches sempre avidi di arricchire la loro collezione di scalpi e i coltelli Navajos, in cinque giorni a cavallo dovreste pur farcela, fulminacci e saette!
E quando arrivate sabato, bistecca alta tre dita e montagna di patatine obbligatoria nel peggior saloon di questo sputo di paese, con una bella birra gelata a togliere tutta la polvere del viaggio, diavolo di un demonio!
(Evaaai…)
29 gennaio 2007 at 20:18
Veramente si pensava a organizzare per metà febbraio. Per noi Milano è davvero il Far West!
29 gennaio 2007 at 21:34
siamo in italia, uno dei pochi paesi al mondo in cui si considera una notizia (TG1, ma anche 2, 3, 4…) questa dichiarazione del Papa: “La chiesa è contraria ai matrimoni omosessuali”.
C’è bisogno di 3 minuti di servizio al TG1, per saperlo? Basta aprire un catechismo, o chiedere in parrocchia…
La notizia che sogno di notte, invece, la dà Maria Rita Medici al TG3: “Il Papa ha deciso di aprire al matrimonio dei sacerdoti…”
:p
30 gennaio 2007 at 00:08
La Costituzione della Repubblica Italiana (art. 29) riconosce la famiglia come «società naturale» fondata sul matrimonio e le concede un regime preferenziale in ragione della sua infungibile funzione nella società, rappresentando il pilastro su cui si fondano le comunità locali, il sistema educativo, le strutture di produzione di reddito, il contenimento delle forme di disagio sociale .
Il principio di eguaglianza impone di trattare nello stesso modo situazioni eguali ed in modo diverso situazioni diverse, cosìcchè la distinzione tra la famiglia (fondata sul matrimonio) e la convivenza more uxorio rappresenta un punto fermo della Legge italiana, che sottolinea come – fermi in ogni caso i doveri e i diritti verso i figli – la convivenza lasci maggior spazio alla soggettività individuale dei conviventi, mentre nel matrimonio è dato maggior rilievo alle esigenze obiettive della famiglia come tale, cioè come istituzione stabile e sovraindividuale.
E’ da escludere la possibilità di far ricorso all’analogia tra la famiglia (fondata sul matrimonio) e la convivenza more uxorio ed applicare a queste ultime il diritto di famiglia, in quanto le stesse parti, preferendo un rapporto di fatto, dimostrano di non voler assumere i diritti e i doveri nascenti dal matrimonio. La libera determinazione dei conviventi di non contrarre il vincolo del matrimonio, e quindi di non assumere gli obblighi che l’ordinamento impone vicendevolmente ai coniugi (coabitazione, fedeltà, solidarietà, assistenza materiale e morale), consegue l’inesistenza di qualsiasi diritto, sia di natura personale che patrimoniale, di un convivente verso l’altro. In particolare, è possibile riconosce alla famiglia una dignità superiore, in ragione dei caratteri di stabilità e di certezza e della corrispettività dei diritti e dei doveri, che nascono soltanto dal matrimonio. Al contrario, la convivenza more uxorio riguarda il periodo di durata dell’unione con la previsione che, in caso di scioglimento dell’unione, nulla è dovuto.
Altre forme di convivenza, tra cui spiccano per attualità quelle tra persone dello stesso sesso, hanno, a prescindere da qualsiasi giudizio di ordine morale, una funzione diversa da quella della famiglia (fondata sul matrimonio) e non possono, dunque, acquisire i diritti derivanti dalla formazione di una famiglia, come società naturale fondata sul matrimonio, essendo impossibile parificare giuridicamente la famiglia e la convivenza. Il riconoscimento pubblico delle convivenze more uxorio, oltre a generare un’evidente asimmetria giuridica (mentre la società assume obblighi rispetto ai conviventi more uxorio, questi non assumono verso la stessa gli obblighi propri del matrimonio), ha come unica giustificazione la volontà di equiparare il matrimonio (fondato sulla famiglia) al matrimonio omosessuale, il che produrrebbe una grave forma di ingiustizia sociale a discapito del bene comune e la conseguente svalutazione dell’istituto matrimoniale.
Riconoscere la convivenza more uxorio al pari della famiglia (fondata sul matrimonio) vorrebbe dire indebolire ulteriormente questa istituzione stabile e sovraindividuale, dimenticando che la Legge già prevede, senza alcuna necessità di introdurre nel codice civile nuovi istituti, l’effettivo riconoscimento dei diritti comuni ai conviventi more uxorio in quanto persone e cittadini.
E’, al contrario, necessario mettere in campo nuovi strumenti a sostegno delle responsabilità familiari e, soprattutto, misure che ne definiscano in modo coerente il suo carattere di soggetto attivo, titolare di diritti e doveri. Non soltanto misure di sostegno economico per le famiglie bisognose, ma strumenti diversificati attuati con il coinvolgimento delle famiglie stesse in tutte le fasi del processo. E’ doveroso garantire il diritto di ogni persona a formare una famiglia, sostenere il diritto delle famiglie al libero svolgimento delle loro funzioni sociali, riconoscere l’altissima rilevanza sociale e personale della maternità e della paternità, sostenere in modo più adeguato la corresponsabilità dei genitori negli impegni di cura e di educazione dei figli, promuovere e valorizzare la famiglia come struttura sociale primaria di fondamentale interesse pubblico. Ogni società civile che si rispetti deve salvaguardare i nuclei familiari che, consci dell’importanza del ruolo pubblico oltre che privato della loro unione, si impegnano e si vincolano davanti allo Stato e ai loro concittadini ad adempiere ai doveri legati alla loro decisione.
http://fabiosacco.blogspot.com/
30 gennaio 2007 at 01:03
#38 per metà febbraio?
Uhm, dovrò far lucidare di nuovo la limousine…
(Evaaai…)
30 gennaio 2007 at 08:51
i pacs sono una stronzata. cosa vorrebbero? matrimoni di serie b per cittadini di serie b?
il fatto è un’altro. la tradizione prevede la famiglia come nucleo centrale del tessuto sociale. va bene.
ora la società non (dovrebbe) discrimina(re) i gusti sessuali. quindi il matrimonio e la famiglia devono diventare accessibili (uguali ad adesso) a tutte le tipologie di coppie che uno riesce a immaginare.
i pacs (diciamo alla francese) sono una soluzione di comodo e fasulla. io se fossi gay mi incacchierei mica poco. perchè posso avere solo il matrimonio di seconda categoria? che facciamo chirac? discriminiamo?
la soluzione è il cambiamento alla spagnola. chi vuole si sposa.
le regole del contratto matrimoniale le sapete. siete in due? volete sottoscrivere queste regole? bene sposatevi. fine.
chi mi spiega cosa c’è di male in questo?
30 gennaio 2007 at 10:44
per esempio c’e di male che tra queste regole è contemplata l’adozione.. quindi questi diritti richiesti toccano anche diritti di terzi, come quelli di un bambino di avere una famiglia cosi come prevista dalla natura umana..
e con cio non voglio dire che un gay non possa essere un buon genitore..
si puo dissertare finche si vuole sul principio, ma quel che conta rimangono solo e sempre i diritti che si vogliono dare con sti pacs..
si parla sempre di diritti ai quali penso quasi tutti potrebbero dare il consenso (assistenza ospedaliera, eredità, casa) ma la forma attraverso la quale questi diritti verranno attribuiti potrebbe presupporre (anzi gia lo presuppone per alcuni esponenti politici) l’acquisizione di diritti diversi da quelli per cui i pacs dovrebbero essere approvati o per i quali vengono “pubblicizzati”.
quando saranno in grado di fare un elenco esatto, con relative conseguenze.. si potrà dire di essere daccordo o meno.. in linea di principio lo siamo tutti, nello specifico per alcuni diritti degli attuali matrimoni io non lo sono affatto, e preciso che son agnostico e contrario al matrimonio..
zeus
30 gennaio 2007 at 11:14
@ zeus, non mi sono spiegato. non ho detto che sono a favore dei pacs (tu dici che in linea di principio lo siamo tutti). io sono contrario proprio in linea di principio.
l’istituzione che organizza una vita comune c’è gia per la legge italiana. si chiama matrimonio.
il mio pensiero è che ci devono poter accedere tutti, indipendentemente dal loro credo politico, religioso e sessuale.
che cosa vuol dire gay? cosa c’entra? non voglio neanche entrare nello specifico. ogni coppia che decide di dare inizio ad un rapporto matrimoniale ha i diritti di tutte le altre coppie. punto. in qualunque modo sia composta.
è proprio il principio che mi preoccupa. 3/4 dei politici continua a ragionare in modo discriminatorio e 3/4 delle persone la pensa in quel modo.
è assurdo.
l’adozione è un bene se voluta da due genitori amorevoli e responsabili.
se invece è voluta da due genitori che fanno discriminazioni, che criticano le diversità, che sono bigotti, che pensano alle persone come “inadatte” solo per le loro preferenze sentimentali. allora in questo secondo caso l’adozione è un male.
30 gennaio 2007 at 11:27
Dud: sarei d’accordo con te se solo decidessero che, essendo il matrimonio il “vincolo naturale” su cui poggia la base della nostra società (rielaborandolo, quindi, non in base “canonica”, come è adesso il matrimonio civile in Italia), come vincolo vada semplificato, reso immune dalla burocrazia, dalla necessità di avvocati e dalle regole asimmetriche che lo riguardano (alimenti, responsabilità sui figli, ecc.)
Quanto poi ai pacs, contraria ad ogni tipo di formalizzazione della mia unione, non la ritengo una soluzione ma pretendo che cambino, NON LE LEGGI MATRIMONIALI, ma nel loro specifico la legge sulla successione (devo decidere io a chi dare i miei beni, a prescindere da legittime e impugnazioni di testamento), la legge sull’assistenza ospedaliera (non devo sposarmi per decidere chi voglio al mio capezzale da moribonda) e le altre leggi che, lontane dallo spirito matrimoniale (amore, filiazione et similia) vietino a estranei al matrimonio l’accesso a parti della vita del partner o dei partner.
30 gennaio 2007 at 11:29
Ma io ormai non so piu’ che dire oltre che mandarli ripetutamente a quel paese quei pretacci bigotti e secolarizzati. con loro ci mando i vari mastella, casini, schifani, bondi berlusca, clderoli, borghezzio (che dopo il collare gli dovevano mettere pure la museruola, come vi era scritto in uno striscione nella curva del Livorno) che si mettono a novanta e lo prendono nel baogigi da sti pretacci maledetti.
adie
30 gennaio 2007 at 11:30
#35#: Veramente anche il matrimonio religioso è contro Dio, o meglio il matrimonio in sè è contro dio.
#43#La libera determinazione dei conviventi di non contrarre il vincolo del matrimonio, e quindi di non assumere gli obblighi che l’ordinamento impone vicendevolmente ai coniugi (coabitazione, fedeltà, solidarietà, assistenza materiale e morale), consegue l’inesistenza di qualsiasi diritto, sia di natura personale che patrimoniale, di un convivente verso l’altro.
Ma che stai a ddi’? Un rapporto tra due persone che si basa su doveri?Il vincolo del matrimonio?
Secondo me certe parole dovrebbero essere usate con cautela, bisognerebbe ponderare bene tali termini.Il matrimonio è intrinsecamente qualcosa di falso ,ingannevole, ipocrita,come posso dire ad una persona: ti amerò tutta la vita, come si fa ad avere la presunzione di sapere domani, fra 1 anno 0 10 anni ecc. quali saranno i miei stati d’animo, i miei sentimenti.Non posso dire alla persona che amo, ti amerò tutta la vita, perchè il futuro è non è nella mia attuale conoscenza, posso dire invece : ti amo ora, in quest’istante, in questo momento, posso dire viviamo il nostro amore giorno per giorno e chissà se fra 40 a 50 anni staremo ancora insieme, certo potrà capitare o non capitare, ma non potremo mai sapere da ora cosa la vita ci riserverà.Ciò che dico non implica certo una deresponsabilizzazione di una relazione, ma più sincerità e meno ipocrisia.e questo vale indipendentemente dall’essere eterosessuale,omosessuale,ecc..
L’amore libero.
30 gennaio 2007 at 11:32
Propongo, anzichè discutere sui Pacs, aboliamo il matrimonio civile.Poi chi è cattolico,musulmano, e cc. si sposa in Chiesa,Moschea,ecc. e saono fatti suoi,
30 gennaio 2007 at 11:36
Io sono contraria, anzi CONTRARISSIMA alla MONOGAMIA.
Voglio che la legge mi permetta di avere il mio harem e non si trinceri dientro balle tipo la “fedeltà matrimoniale”.
So perfettamente quando non siano fedeli i coniugi.
Ho portato a letto più mariti io che il Papa all’altare
30 gennaio 2007 at 11:44
fabiosacco “La Costituzione della Repubblica Italiana (art. 29) riconosce la famiglia come «società naturale» fondata sul matrimonio”
Peccato che la costituzione italiana non abbia definito il sesso dei coniugi.
Se non fosse stata data una interpretazione cattolica all’articolo ora non avremmo bisogno dei pacs.
30 gennaio 2007 at 11:46
Che il matrimonio sia “naturale” e’ da dimostrare. Antropologicamente la famiglia e’ di tipo allargato. Il matrimonio e’ un patto sociale, che serve a garantire la (stabilita’) continuita’ del nostro sistema economico. Augh.
30 gennaio 2007 at 11:49
io non dico di essere favorevole ai pacs.. son favorevole affinche anche chi sposato non è possa in accordo con il partner godere di diritti che oggi non ha..
il tuo discorso porta proprio al mio concetto di base, ovvero, come molti politici stan tentando di fare, far passare attraverso alcuni diritti accordabili il principio di matrimonio fra gay; è inutile girarci intorno, il problema, la polemica ed il disaccordo nascono solo e semplicemente su questo punto, relativamente agli altri discorsi penso che la stragrande maggioranza degli italiani possa essere favorevole.
quindi a mio avviso il punto è.. matrimonio gay e relative conseguenze…
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.. società naturale.. ovvero finalizzata alla procreazione.. non è questione di essere bigotti, e solo questione di essere chiari.. dire cosa si vuole fare e quali risultati ottenere.. il risultato che si ottiene dal tuo ragionamento è sostanzialmente la parificazione delle coppie sposate con le coppie omosessuali.. compresi alcuni diritti che a mio modestissimo avviso alle coppie omosessuali non dovrebbero essere accordati, come l’adozione, e sia chiaro che son contrario alladozione anche per i single ad esempio.. non è questione di discriminazione, per carità. se poi i 3/4 delle persone ragionano in questo modo, dovrebbe volere dire che son una larga maggioranza.. o no?
zeus
30 gennaio 2007 at 11:53
zeus: la tua è una minchiata colossale e discriminatoria. la Costituzione parla di matrimonio, senza specificare i sessi dei contraenti, e non di procreazione.
Secondo il tuo punto di vista, andrebbero tolti diritti civili a tutte le coppie che non hanno figli, sia quelle che non possono averli, sia quelle che decidono di non averli.
Io sono favorevolissima al matrimonio tra gay, pur essendo contraria al matrimonio. Chi decide di sposarsi deve poterlo fare con chi crede, essendo il paese laico e non confessionale.
Non mi pare che in Spagna o Olanda le coppie sposate gay abbiamo creato il caos sociale.
A creare il caos sociale sono dkii solito i razzisti e i preti.
30 gennaio 2007 at 12:02
dania.. è vero parla di matrimonio la costituzione.. quando è stata scritta era previsto il matrimonio fra persone dello stesso sesso?.. no.. quindi si desume che tale principio fosse riferito al matrimonio cosi come possibile, ovvero uomo donna.
sul tuo commento 45 son daccordo affinche tali diritti vengano accordati.. lho scritto anche sopra.. su alcuni altri invece io non son daccordo..
zeus
30 gennaio 2007 at 12:07
a parte che non ho capito perchè i gay non possono procreare? un gay non è che sia sterile per definizione.
attento zeus, che se adesso dici che i figli sono solo quelli concepiti all’interno della coppia, rischi grosso.
30 gennaio 2007 at 12:08
se per voi essere razzisti e discriminatori sta nel fatto che io non sia daccordo che le coppie gay possano adottare un bambino.. son razzista e discriminatore.. non son daccordo, è una mia opinione.
per il resto son piu che daccordo ripeto.. eredita.. assistenza.. casa.. reversibilità pensioni.. harem di dania.. tutto..
30 gennaio 2007 at 12:08
zeus.. scusemee
30 gennaio 2007 at 12:15
ecco dud.. ci siamo..
come ho detto su.. (cazzo ragazzi qua è un uno contro tutti pero).. si parte dai pacs.. per arrivare ai matrimoni gay, e gia paventi uteri in affitto o donatori di sperma..
dite, o meglio dicano cosa vogliono fare.. ed ognuno avrà la propria opinione, pero non facciano passare con un semplice.. devo assisterlo in ospedale e non posso, per poi esigere tutto quanto oggetto di questa discussione.
zeus
30 gennaio 2007 at 12:16
Harem di Dania con reversibilità a Dania di tutte le pensioni dei partner (che non saranno solo dell’altro sesso).
30 gennaio 2007 at 12:17
su questo son daccordo dania
zeus
30 gennaio 2007 at 12:21
@Dania: sei bravissima la prima della classe la mia preferita blogstarconfusa! per i peli dovrò farmi una ceretta?
@tuttiquellichemilinkano: grazie grazie ricambio presto il link e fate passaparola!!! una blogstar non si pone limiti di link!
@Tullia: grazie della visita! bravissima l’intervistatrice! LOL!
30 gennaio 2007 at 12:22
sw4nsconnesso : non ci hai detto se sei a favore dei Pacs.
30 gennaio 2007 at 12:23
ops che siiiiiemo che sono daniuccia mia!!!!!
hihihihihihi
ho confuso popup… LOL!
cancella pure il commento precedente che sono uno sciiieeeemotto incorreggibile!!!!
30 gennaio 2007 at 12:24
Per quel che ricordo … ed è davvero poco … uteri in affitto o donatori di sperma, sono stati utilizzati dagli eterosessuali e spesso erano sposati.
Per ciò che riguarda l’articolo sulla costituzione tu lo devi interpretare io no.
Poi degli omosessuali non me ne puo’ fregare nulla
30 gennaio 2007 at 12:24
zeus, ma che uteri in affito e stronzate del genere. io parlo delle buone e vecchie corna.
e penso a quanti figli ci sono concepiti al di fuori del matrimonio e che stanno li a dimostrare quanto il diritto naturale sia un’emerita cazzata, non in quanto tale, ma perchè si reputa naturale quanto stabilito dall’uomo e non dalla natura.
30 gennaio 2007 at 12:28
ma una aperitivo a Roma no????
30 gennaio 2007 at 12:29
adesso divento serio perché quando si parla dei pacs bisogna pensare anche e soprattutto alle conseguenze generali e non solo quelle immediate che anche i gay hanno le loro famiglie certificate dallo stato
cioè daniuccia quando prendi posizione su un tema politico controverso ci sono tre cose da prendere in considerazione:
la prima sono i link che perdi se dici che sei a favore dei pacs
la seconda sono i link che perdi se dici che sei contro i pacs
la terza è il boom d’accessi che ottieni se riesci a far esplodere un flame
30 gennaio 2007 at 12:32
sw4nsconnesso : ma il flame si scatena prima se dico che ho prestato l’utero a due preti gay pedofili per fargli avere un bambino tutto loro?
Diventerò una blogstar citata da Cosmopolitan?
Salitò nelle classifiche e pubblicherò un libro rgb dal titolo “Pati musicali. Videolibro al tempo di valzer”?
Loandre: se non riesco a organizzarlo a Milano, la vedo dura a Roma…
30 gennaio 2007 at 12:35
Era “Peti musicali” il titolo del libro. Sono stata censurata.
30 gennaio 2007 at 12:36
sei molto brava dania davvero: è il modo migliore di far esplodere il flame!!! dire tante capperate che i gonzi prendono per serie!
dove arriverai dipende tutto da te e dalla tua voglia di blogstarreggiare
ma nel frattempo potresti passare da me per un rendezvouz nella mia garconierre dove ti sedurrò mostrandoti la mia collezione di link d’annata
30 gennaio 2007 at 12:43
Ma le mie non sono capperate!
OT chi viene all’aperitivo a Milano? Discuteremo anche di pacs e di harem.
30 gennaio 2007 at 12:53
pare che tutti i preti e i frati saranno obbligati a donare il loro sperma per ingravidare suore e contribuire alla prosecuzione della specie.
Visto che il loro interesse è fare figli…
30 gennaio 2007 at 13:09
neroinchiostro: ma come, non era interesse della costituzione
?
30 gennaio 2007 at 13:32
è abbastanza ovvio che la Costituzione si riferisce ad un uomo e ad una donna. basta leggere gli articoli seguenti e si capisce. basta volerlo capire
30 gennaio 2007 at 14:23
L’interpretazione non è la certezza.
Troppo comodo.
30 gennaio 2007 at 14:42
al commento 74 dell’utente anonimo http://www.fabiosacco.blogspot.com potete ammirare un fulgido esempio di capperate che i gonzi prendono sul serio
se dania è la più brava della classe fabiosacco le sta subito dietro col suo ottimo spam!!!
30 gennaio 2007 at 14:43
fabiosaccoIo parlavo della costituzione italiana, dove non è specificato nessun sesso in merito alla composizione della famiglia.
Sempre nella stessa costituzione si fa riferimento a “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, ecc ecc.”
Forse nella costituzione vaticana è “abbastanza ovvio”.
30 gennaio 2007 at 14:57
Nella costituzione vaticana è specificato che lo Stato Vaticano si fonda sul celibato, senza distinzione tra sesso, razza e lingua.
Fa differenza solo l’età del partner
30 gennaio 2007 at 15:12
Intanto la Cei, anche oggi dice la sua sul tema. Alla faccia della non ingerenza!
30 gennaio 2007 at 17:06
Verrà impedito il libero arbitro. Quelli li arrestano tutti.
30 gennaio 2007 at 18:36
Essendo in democrazia ognuno dice la propria…anche qua…
c’e’ qualche motivo particolare per cui non puo` farlo la CEI?
MS
30 gennaio 2007 at 18:51
Sì, per il fatto che la Cei è un’ente che dipende da uno stato estero.
Se venisse la Merkel a dirci come dobbiamo fare le leggi, credo che ne saremmo tutti ampiamente seccati.
30 gennaio 2007 at 20:01
che ridere, Dania, queste persone che si attaccano alla Costituzione che però non mi pare dica dell’Italia “E’ una Repubblica confessionale”. Che ridere, Dania, quando si professa tolleranza solo fino ad un certo punto, quando si vuole intervenire nella vita degli altri anche se non te l’ha chiesto nessuno, anzi…
Che ridere, quando la prepotenza si maschera sotto una tonaca che una volta significava amore e tolleranza, credo almeno così dicesse un certo libro con il quale si riempiono la bocca, salvo poi sconfessarlo con quello che sono e fanno, ogni santo giorno.
Che riso
amaro
30 gennaio 2007 at 20:15
me ne frego di quello che dice la CEI. Che io sappia, le leggi non le fanno loro. Certo, ci sono i partiti che, centro di qua o centro di là, si barcamenano abbastanza in distinguo che spaccano capelli e peli pubici in otto su cosa è giusto e cosa è sbagliato, sperando di intercettare più voti la volta dopo e chissenefrega di quello che si sostiene volta per volta. Se fosse per me sosterrei anche la legge che tutela il matrimonio tra uomini e anatre. I preti? Cosa volete che sappiano del matrimonio, proprio loro che non possono sposarsi? E voi volete lasciarli straparlare su una cosa che non conoscono? E dargli anche ragione?
Puah…
(Evaaai…)
30 gennaio 2007 at 21:17
I preti ci hanno rotto i coglioni.
E’ assurdo.
Sono tutti pedofili e vengono a farci la morale a noi.
Sono d’accordo con Dania78.
La Chiesa è una merda di istituzione che non serve a un cazzo. E mette il becco dove non dovrebbe metterlo.
Preti di merda, ci avete rotto il cazzo!
Vittorio
30 gennaio 2007 at 22:09
Pensa che io non mi son mai potuta sposare con Mannequin perchè sono di gomma. Figuriamoci se lo fanno fare a gay e coppie di fatto.
30 gennaio 2007 at 22:19
Voglio una legge che tuteli l’unione tra me e gli stipendi dei parlamentari!
30 gennaio 2007 at 22:32
Con tutti i preti che ho scopato avrei potuto aprire un asilo infantile.
Grazie a dio sono trans e non sono rimasta incinta!
30 gennaio 2007 at 22:33
Non sapevo tu fossi minorenne.
30 gennaio 2007 at 23:33
#86 è vero Atonica che sei di gomma, ma scommetto che sei di gomma molto morrrrrrrrrbida ed estrrrrrrrrrrrremamente affffffffffffffffffffffffascinante….
giusto?
(Evaaai…)
30 gennaio 2007 at 23:34
Atonica: vieni all’aperitivo milanese?
31 gennaio 2007 at 00:07
ho notato con piacere che qualcuno si ricorda ogni tanto che abbiamo una costituzione.
dando un’occhiata a quel vecchio libraccio, ho visto che tra i principi fondamentali ci sta un signor articolo 2, secondo il quale la repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità.
per il resto… ognuno ha le proprie opinioni, che cerco (sempre più spesso con notevoli sforzi) di rispettare.
mi permetto solo un piccolo suggerimento agli aspiranti utenti del proprio cervello: quando ragionate su certi temi, tenete sempre a mente che è il vaticano che sta dentro l’italia e non l’italia che sta intorno al vaticano.
meow!
clarky
31 gennaio 2007 at 00:20
il vaticano è dentro l’Italia di quelli che hanno il vaticano in testa.
Per me la CEI può dire quello che vuole, analogamente a quello che può fare qualsiasi muezzin invasato o qualsiasi santone indiano che se la mena di saperla lunga.
Che danno potere alla presa di posizione dei preti di qualsiasi religione sono le persone che hanno bisogno di una visione della vita e del mondo esterna alla loro testa, perchè non sono capaci di farsene una propria.
Quindi, il vaticano (come il muezzin, come il santone) non è dentro l’Italia rappresentata dalla mia testa, e se permetti, questo per me ha un’importanza fondamentale.
Di cosa hai tu in testa non sono fatti miei.
(Evaaai…)
31 gennaio 2007 at 00:33
@#93: io in testa ho solo una cosa. praticamente ho un chiodo fisso.
ma non c’entrano i preti.
31 gennaio 2007 at 01:00
Io, con moltissimo ritardo sono disponibile all’aperitivo milanese, o all’ape, come dicono qua!
Roberto
31 gennaio 2007 at 01:00
#94 se hai un chiodo fisso, non avvicinarti troppo ad ATONICA o le rovini la vita per sempre.
Già, ATONICA. Chissà che effetto le faceva l’omino Michelin?
(Evaaai…)
31 gennaio 2007 at 01:20
Diciamo che se loro insistono a metter bocca negli affari di Stato mi sentirei legittimata a disquisire sui loro costumi ridicoli, sui tesori presenti in San Pietro e sugli introiti della Banca di Città del Vaticano.
Mary
31 gennaio 2007 at 01:32
#97 e diciamolo pure!
(Evaaai…)
31 gennaio 2007 at 01:55
Basta non se ne può più. Alla Cei, al Papa, a Ruini, alla Chiesa tutta una bella museruola!
31 gennaio 2007 at 06:27
Facciamo 100 con un bel :W la Costituzione e chi la legge!
Alle prossime politiche mandiamo Dania alla Camera
31 gennaio 2007 at 08:51
#82
esempio non calzante…la Merkel è cittadino tedesco mentre la CEI è un organismo (trovo forse improprio chiamarlo ente..) italiano (lo dice la parola stessa Conferenza Episcopale Italiana) i cui membri sono i vescovi delle Chiese che sono in Italia…tali persone fisiche risiedono quindi in Italia e hanno cittadinanza italiana…diamo il voto amministrativo agli immigrati e neghiamo agli italiani il diritto di parola e di critica?
31 gennaio 2007 at 08:52
trepperuno: quindi piazza san pietro sarebbe paragonabile a piazza del testaccio?
il mio voleva essere solo un suggerimento… utile – ritengo – visto che, se ci dovesse essere un referendum (cosa pressochè sicura, se una legge sulle famiglie di fatto dovesse essere emanata), quella che tu definisci un’entità inesistente (nella tua testa) avrebbe un’influenza non indifferente sull’opinione pubblica.
dottorè… hai visto che cosa buffa? i preti dicono che una legge in materia sarebbe superflua: ma se è semplicemente superflua, perchè alzano su tutto questo casino?
clarky
p.s.: evvivamilingo!
31 gennaio 2007 at 08:52
#82
dimenticavo la firma
MS
31 gennaio 2007 at 08:53
cioe`il commento #101 è mio…
uh partiamo bene oggi!:)
MS
31 gennaio 2007 at 09:02
Dottoressa,
non può immaginare la mia sorpresa stamane nel vedere il Suo décolleté che prendeva mezza pagina de Il Giornale di Sardegna…
31 gennaio 2007 at 09:08
w il fondoschiena di dalia ed il libero arbitrio.
31 gennaio 2007 at 09:32
Ehi, sei su E Polis, miglior esponente (a mio umile parere) della free press romana.
31 gennaio 2007 at 09:32
Non è solo sul giornale di Sardegna: è su tutti i quotidiani di epolis da Milano a Napoli, da Venezia a … Brescia!
31 gennaio 2007 at 10:27
Sui giornali olre il degno rilievo del decoltè di Dania,leggete questa bella lettera:
http://www.repubblica.it/2007/01/
sezioni/politica/
lettera-veronica
/lettera-veronica/lettera-veronica.html
31 gennaio 2007 at 10:28
Dania,
li fai post su tema a richiesta?
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/31/veronica.shtml
Claudio
31 gennaio 2007 at 10:29
Sìsì, la stava leggendo or ora…

Un’altra povera donna precaria
31 gennaio 2007 at 10:30
hihihhi noi l’abbiam ritratta come il Che! XD
31 gennaio 2007 at 10:33
Beh…
magari è precaria nel matrimonio!
sai… le velineeeee, un pò di champagneeeee, il supertelegattoneeee…
Cla
31 gennaio 2007 at 16:29
per l’aperitivo ci sono…solo se non si parla di pacs
card.E.Ruini
31 gennaio 2007 at 16:46
Possiamo parlare di gay?
16 aprile 2007 at 19:11
uh… zzo stavo facendo tre mesi fa??
E’ bizzarro come i gay vogliano sposarsi, gli etero non vogliano più saperne di matrimonio, e tutti divorzino.
La questione è caduta nell’orgoglio per accaparrarsi il solo diritto all’uso del termine -famiglia- che per me è, se vogliamo troppo semplicisticamente, quel gruppo di persone che vive sotto allo stesso tetto e ne condivide gioie e dolori.
In Italia siamo impestati dalle tradizioni, dalla paura di stanarle e del cambiamento, circondati da gente che fa di tutto solo questioni di principio!
In realtà bisogna far sedere gente nuova in parlamento, giovani, ragazzi, freschezza.
E’ ora che si respiri veramente aria di libero arbitrio, chiunquista quale sono, parlo proprio della possibilità di andare dove si vuole, come si vuole e con chi si vuole scegliendo in primis chi poter essere.
9 dicembre 2007 at 04:41
Basta coni pcs,i pucs,idico,non dico,una
bella norma alla cecoslovacca.Chi vive insieme
per tre anni consecutivi acquisisce diritti e
doveri ereditari pari agli sposati.Alla faccia
del più forte,del,più ricco e del più furbo.
La legge va fatta per difendere il più debole
e se è il caso per far si che due deboli si consorzino.Evitando di dare denominazioni
ambigue,ci vogliono vantaggi.Chiamiamoli coop
e ci comprendiamo anche il cane.Io ho già fatto
testamento menzionando il cane.Se dovevo essere
proporzionato all’affetto avrei lasciato al
samoiedo l’80%dei miei beni.Perchè una persona
che si sgroppa un’altra per anni non deve avere
gli stessi vantaggi del mio cane?
carlo.corradini@alice.it