larghe intese

Mentre la brillante classe politica italiana decide in questi giorni del futuro del nostro bel paese, la Dottoressa Dania, in crisi d’astinenza da buonsenso, si rifugia per un lungo fine settimana a Londra.

In attesa del suo rientro previsto per martedì 27 febbraio, lasciamo al fu Governo Prodi carta bianca per decidere se rimpastarsi, allargare le intese, fissare punti e virgole, dare o prendere fiducia o votare e autovotarsi.

Nella certezza che, comunque vada, un governo mediocre sarà sempre il migliore dei governi possibili, siamo sicuri che, nonostante coerenza, coscienza, ideologia, colore e appartenenza, gli italici politici saranno ancora in grado di superare le diversità e convivere serenamente per non perdere la comodità della poltrona.

Governo di larghe intese? Comunisti a braccetto con la chiesa...Foto di Dania
Venezia, settembre 2006

71 commenti su “larghe intese”

  1. il problema è che pantalone siamo tutti NOI.. e dovremmo prenderli a calci, dal primo all’ultimo..

    zeus

  2. Ma come!? Vieni in Inghilterra e non lasci sapere niente al tuo fan club inglese??? Ma preparavamo un comitato d’accoglienza, una birra in compagnia, delle olive sotto olio…e poi una passeggiata romantica a rimirar le luci della citta’…!!!

    Non sono a Londra, ma veniamo giu’ in almeno 3 per conoscerti se ci fai sapere dove e quando!!!

    Baciozzi

    cattivi_pensieri@hotmail.com

  3. e quindi lasci…seppur temporaneamente…la terra dei cachi..?????…..anzi ….ora siamo la terra dei megafagioli(vedi logo di http://www.italia.it)….ed è pure costato una megapaccata di euro….che megastronzata…..lasciamo perdere …

    divertiti a Londra e pensa a noi …come si chiamano gli abitanti della terra dei cachi….???….stronzi??..o cagoni??

  4. sei contento/a della rottamazione politica in atto?

    metti i manifesti abusivi? voti alle primarie per candidati già scelti? sei per i Pacs che poi diventano dico e poi nulla? ti mettono su un pulman con tante bandiere in mano e il giorno dopo ti dicono perchè ci sei andata/o?

    rifletti, pensaci, reagisci……..www.fatanuda.splinder.com

  5. La foto è fantastica. Direi perfetta.

    Onestamente, lo spettacolo che quotidianamente ci regala il nostro paese fa venir voglia di scappare molto più a lungo di un week-end.

    Buon divertimento….

    Un sorriso malizioso

    Mister X di Comicomix

  6. Ciao Dott.ssa,

    divertiti a Londra tu che puoi.

    Al tuo ritorno, cercheremo di non lasciarti il blog incasinato come avviene di solito quando lo lasci incustodito eheheh…

    (Evaaai…)

  7. buon viaggio e buona permanenza, cara dania. :)

    per la completezza dell’informazione, e certo che non venga presa come una scriminante per l’orrenda violazione dei patti ad opera dei 2 reprobi comunisti 😛 (sez. “poverifessi”), vorrei qui riportare un semplice calcoletto.

    – quorum al senato per quella votazione: 160

    – voti a favore della mozione: 158

    fonte: senato.it

    i due reprobi NON hanno partecipato al voto, quindi non entravano nel calcolo dei presenti e votanti che serve per determinare il quorum.

    se avessero partecipato al voto, votando a favore, il quorum si sarebbe alzato di 1 (è necessaria la metà+1 dei votanti, inclusi gli astenuti) a 161, mentre i voti favorevoli si sarebbero comunque fermati a 160.

    la scelta (comunque discutibile) di Turigliatto e Rossi, dunque, non è stata determinante.

    il dato politico quindi, e non lo si scopre ora, non è solo la riottosità di alcuni senatori di sinistra ad uniformarsi alla disciplina di maggioranza, quanto la strutturale debolezza della maggioranza stessa al senato.

    debolezza che in un modo o nell’altro andava affrontata e risolta PRIMA di arrivare a questa figuraccia, a mio modesto parere…

  8. errata corrige al mio commento #22

    il quorum per quella votazione era 159 – il resto non cambia, con i 2 votanti in più sarebbe comunque stato di 161…

  9. due cose:

    – prima:

    ppork, stai dicendo una cazzata. al senato ci sono 4 tipi di comportamento:

    1) voto sì

    2) voto no

    3) voto scheda bianca (chiamata astensione)

    4) non voto

    il quorum si calcola sugli iscritti a votare.

    i due si erano iscritti a votare poi uno ha votato astensione.

    e l’altro non ha votato.

    il terzo voto mancante era quello del presidente (come da usanza).

    in base a questo si dice che chi si astiene è come se votasse no. (i 23 astenuti erano udc, italia di mezzo e andreotti che normalmente si astiene)

    per spiegarmi: ad esempio l’emerito presidente della repubblica scalfaro, era malato e non si è presentato. lui non si conta nel quorum.

    ora guardiamo la fotografia del voto:

    partiamo da questa foto e calcoliamo i voti come se i due avessero votato sì:

    i presenti sarebbero stati comunque 320 (i senatori sono 322). il quorum sarebbe rimasto a 160, gli astenuti a 23, i contrari a 136 e i favorevoli 160.

    ergo i due voti sono stati fondamentali. (ci sarebbe da aggiungere anche un terzo ipotetico voto, quello del nostro buon gobbetto, il quale aveva dichiarato che se il suo voto fosse stato determinante avrebbe votato per appoggiare il governo)

    seconda cosa che volevo scrivere, specificatamente per dania:

    – ricordati che alle 5 c’è il the.

  10. una cosa @dudcheque #25

    premessa: se puoi evitare di insultare, è meglio.

    scrivi: i presenti sarebbero stati comunque 320 (i senatori sono 322). il quorum sarebbe rimasto a 160, gli astenuti a 23, i contrari a 136 e i favorevoli 160.

    la frase che ho segnato in grassetto non è corretta.

    nel regolamento del Senato Articolo 107 (c.1) si legge che “Ogni deliberazione del Senato è presa a maggioranza dei Senatori che partecipano alla votazione, salvi i casi per i quali sia richiesta una maggioranza speciale. In caso di parità di voti, la proposta si intende non approvata.” [il grassetto è mio]

    quindi il quorum per un totale di votanti (NON di presenti) di 320 non è 160 (la metà), bensì 161 (la metà+1, come da me scritto).

    cordiali saluti.

    – ppork ^_^

    PS

    il senatore Turigliatto era assente, mentre il sen. Fernando Rossi “Ha dichiarato l’astensione e non ha partecipato al voto”, come si legge nel comunicato di fine seduta.

    l’elenco nominativo dei votanti si trova in questo PDF.

  11. @ppork, non ti ho offeso, ho detto che hai detto una cazzata.

    lo ribadisco.

    leggi qua:

    “i due reprobi NON hanno partecipato al voto, quindi non entravano nel calcolo dei presenti e votanti che serve per determinare il quorum.” (parole tue)

    sbagliato. uno dei due ha partecipato al voto, però con la propria astensione (turigliatto). ergo: cazzata. (parole mie)

    poi: i presenti sarebbero stati 320, ma i votanti 319. (se guardi tutte le foto di tutte le votazioni del senato, vedrai sempre un votante in meno. è il presidente del senato che NON è un votante, quindi non rientra nel calcolo del quorum come specificato appunto nell’art. 107 del reg.)

    ricapitolo:

    immagina un nuovo tabellone, ci sarebbe scritto così:

    presenti 320 (come ho detto io)

    votanti 319

    favorevoli 160

    contrari 136

    astenuti 23

    160 voti a favore su 320 presenti (ripeto: 320 presenti vuol dire 319 votanti) avrebbero potuto approvare.

  12. @dudcheque #27

    continui a citare fonti fantasiose (le foto della seduta non sono documenti ufficiali) e incomplete, oppure a fare affermazioni senza addurre prove.

    tutte le tue affermazioni sono smentite dal resoconto della seduta in PDF che ho linkato nel commento #26 (in particolare alle pp. 102-113, dove si trova il resoconto nominativo delle 2 votazioni)

    chi fra i lettori ha voglia di approfondire, potrà discernere il vero dal falso.

    con questo, per parte mia, ritengo chiusa la discussione.

  13. ppork: non usare trucchetti. la discussione sullo specifico non è chiusa solo perchè non tu non hai risposte.

    la fotografia che ho riportato fornisce gli stessi numeri del resoconto che hai riportato tu. quindi è vera anche se ufficiosa.

    l’unica differenza è che tu hai detto una cazzata contando uno dei due senatori fuori dal quorum quando invece era gia contato compreso in quanto astenuto. tutto qui.

    rifai tutti i calcoli che vuoi e vedrai che il risultato non cambierà. cambia se mai il mio giudizio, oh, personale mica oggettivo, nei tuoi confronti. se inizialmente pensavo che ti fosse scappata una cazzata come capita a tutti, ora invece penso che sei proprio un cazzone. tutto qui.

  14. per ppork e dudcheque:

    non ho proprio voglia di leggermi il regolamento del Senato, e di rileggermi l’andamento intero della seduta (…mi prenderò del cazzone disinformato?). Ma.

    Ma penso che se i due senatori avessero fatto già settimana scorsa quello che chiunque li avesse letti si aspettasse da loro, cioè votare A FAVORE, forse ci saremmo risparmiati il bailamme della settimana scorsa: nei fatti, voglio proprio vedere a chi dei due nel futuro verrà voglia di adottare un comportamento che NEI FATTI lo porterà a votare (astenersi, iscriversi e poi non votare, per il risultato ottenuto e soprattutto per me = stessa cosa) come un calderoli (minuscolo volontario) qualunque. A consuntivo, non sono così sicuro che quello che sia successo sia del tutto un male, anzi. Forse c’era proprio bisogno di chiarire che con il pareggio sostanziale al Senato, qualsiasi maldipancia fighetto di chi “non se la sente”, di chi “è stanco di votare contro la propria coscienza e il proprio personale convincimento”, entrambi molto supposti (il centro dx direbbe “mercato delle vacche”di chi alza la posta coscientemente per strappare concessioni) non è proprio ammissibile perchè comporta alla caduta del governo. Per quanto mi riguarda, se uno qualunque dei senatori eletti con la maggioranza adotta un comportamento che possa contribuire a far cadere il governo, vuol dire che non glie ne frega un tubo se torna il nano pelato al governo, l’importante è poter mantenere la chioma immacolata del paladino senza macchia e senza paura. Io penso che cinque anni mi sono bastati, e ogni estremista di sx dovrebbe aver già compreso che alternative a questo governo non ce n’è, se stiamo a guardare i voti che (oltre a ds, margherita, ex dc passati al centro sx) hanno preso rifondazionee i comunisti italiani. Quindi, cari i miei convintissimi colleghi di sinistra, se volevate incidere di più sulle decisioni del governo, dovevate prendere un bel po’ di più di voti (facciamo un bel dieci senatori in più per rifondazione e cinque in più per i comunisti italiani?), perchè se guardiamo i numeri contate più o meno come i legaioli o i casini (non mi ricordo neanche come si chiama il suo partito).

    Eccheccacchio.

    (Evaaai…)

  15. Sono rientrata da un paio d’ore, volutamente all’oscuro di tutto ciò che è accaduto in Italia nel fine settimana (eccetto la vittoria contro la Scozia alle 6 nazioni… eh eh). Datemi il tempo di immergermi nuovamente nella splendida atmosfera dal bel paese e tornerò più combattiva che mai :)

  16. Mandi Dania,

    anche se non legata al tema del post, ti faccio questa segnalazione:

    27 febbraio: Giornata Friulana dei Diritti

    Il 27 febbraio ricorre l’anniversario di una data molto importante della storia friulana, anche se molti friulani ancora non la conoscono. Nel 1511, infatti, il giovedì grasso (la Joibe Grasse) cadeva proprio il 27 febbraio e fu proprio in tale giornata che prese avvio la più grande rivolta della storia friulana. Organizzati in bande guerrigliere, i contadini assaltarono ed incendiarono castelli e palazzi nobiliari in tutta la Patria del Friuli. L’insurrezione fu soffocata nel sangue, ma le comunità friulane presero coscienza della loro forza. Una forza che permise loro di subordinare al rispetto dei propri diritti comunitari l’appoggio militare a Venezia e che, alcuni anni più tardi, fu alla base della nascita della Contadinanza, organo rappresentativo delle comunità rurali senza pari in Europa. Per tali ragioni riteniamo che, il 27 febbraio, sia la data più adatta per celebrare la Giornata Friulana dei Diritti. Diritti che secondo noi, friulani del Comitato 482, sono, innanzi tutto, quelli linguistici e nazionali, ma che sono fortemente legati a tutti gli altri diritti: salute, lavoro, casa, istruzione, ambiente, ecc. perché non esistono diritti di prima e di seconda classe. La negazione di un diritto, infatti, è una porta aperta per la negazione degli altri.

    Quotidianamente vediamo calpestato il nostro diritto, come popolo, a decidere autonomamente del nostro destino. Prosegue, inoltre, l’attacco ai nostri diritti linguistici: basti pensare a quante sono ancora le scuole e le amministrazioni pubbliche che, nonostante la legge di tutela 482 del 1999, emarginano la lingua friulana; e i tagli ai fondi della 482 stabiliti a Roma di sicuro non aiutano… L’impegno che abbiamo profuso per la presenza della nostra lingua nella radiotelevisione pubblica ha ottenuto, proprio in questi giorni, un risultato positivo, grazie all’emendamento approvato dalla Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI, ma guai ad abbassare la guardia: la battaglia è ancora lunga. Inoltre, come friulani, non possiamo non esprimere la nostra solidarietà agli attivisti della comunità slovena del Friuli di fronte alle menzogne e agli attacchi cui sono sottoposti.

    Per noi il 27 febbraio è una data che deve essere ricordata, ma non deve essere una memoria sterile, rivolta nostalgicamente al passato. La Giornata Friulana dei Diritti deve essere un’occasione per ritrovare il senso e l’orgoglio di essere friulani e per non dimenticare i nostri avi che si sono battuti per i loro diritti. Una giornata di riflessione, quindi, ma anche un momento per guardare avanti, al futuro della nostra terra e di coloro che ci vivono. Abbiamo parlato, infatti, di diritti linguistici e nazionali, ma cosa dire a chi vuole una sanità sempre più azienda e sempre meno servizio, a chi spinge per una crescente precarizzazione del lavoro, a chi vorrebbe seppellire le nostre ricchezze naturali sotto una colata di cemento, a chi pensa al Friuli come una grande servitù militare, viaria ed energetica?

    Più che un giorno di festa, questa è per noi una giornata di lotta e di rivendicazione, ma una lotta combattuta con metodi democratici, come è nel nostro stile: le scuri e i forconi li abbiamo lasciati a casa, usiamo invece le armi del diritto, dell’impegno quotidiano, della ragione. Affinché i friulani possano godere pienamente dei loro diritti e affinché il Friuli sia patria di diritti per tutti.

    Udine, febbraio 2007

    Il portavoce del Comitato 482

    Carlo Puppo

  17. In tre giorni sono riusciuta a spendere tutto quello che non ho guadagnato in un mese.

    Ho dovuto quindi impegnare, per pagare i debiti, videocamera, fotocamera e fotografo. Pro-fumo si trova ancora a Londra a lavare piatti.

  18. #42: Ottima segnalazione. Non sono né mi sento friulana, ma da ospite di gente unica sono sempre disponibile ad accogliere le vostre richieste 😉

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