Calendania di agosto

Per tutti i lavoratori precari che non possono permettersi di andare in ferie, la calorosa solidarietà della dottoressa.

calendario precario di Dania: agosto

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114 commenti su “Calendania di agosto”

  1. no il kaiser le aveva nere con maglietta bianca
    tsk, sbagliare su ‘ste cose…
    (Evaaai…)

  2. Ti seguo da sempre però che palle co sto precariato… Si, è un problema generalizzato e penetrante ma se si fanno facoltà particolari e con un bacino di opportunità quasi inesistente, ci si da la zappa sui piedi. Già le facoltà classiche (nel senso di ordinarie) sono quasi inutili ed il lavoro non precario è raro ma se ci si va ad infilare volontariamente nel cul de sac poi è inutile dar aria alla bocca.

  3. uhm, quell’infilare volontariamente… se non si tratta di sesso sa di un’uscita infelice…
    (Evaaai…)

  4. per ashmedai:
    mi sono laureata nel luglio 2006 a 24 ANNI con 110 e lode in ECONOMIA…dopo un anno e concorsi e colloqui in tutta italia faccio la commessa part-time in un negozio di scarpe…

  5. Anche il mio intervento odierno sul blog rende onore al precariato. Dedicato a Marilena, precaria oggi rientrata dalla sua “assenza” (per i lavoratori ordianri chiamasi ferie) di una settimana una senza compenso alcuno.

  6. @laureata precaria

    ho forse detto che le facoltà classiche (giurisprudenza,scienze politiche, economia) danno maggiori garanzie? ho detto che anche quelle “sono quasi inutili ed il lavoro non precario è raro”.
    Se poi sei una valida economista vai all’estero oppure spostati, insomma le opportunità sono pochissime ma non mi pare che tu sbandieri sto precariato ai quattro venti… in fondo la tua si che è una sfortuna ed una cosa anomale, ma se uno sceglie una facoltà semideserta (come prospettive future) ed una specializzazione ancora più settoriale non può certo considerarsi vittima del sistema. Parliamoci chiaro,Dania, ora sei precaria ma la tua situazione non sarebbe stata migliore nemmeno 10 o 20 anni fa.
    Una persona è libera di perseguire le proprie passioni, bene, che lo faccia, poi però si lamenti il giusto.
    Ti parlo da precario e da laureato in una di quelle tre materie citate prima, ordinarie ed ormai inutili e massificate.

  7. Mai foto fu più attinente!
    Proprio ieri ho scritto un racconto dove riportavo la teoria della buonanima di mio nonno: “Se una donna non ha i fianchi larghi, belli e sodi, non serve a niente. Il resto non conta!”
    😀

    Un saluto!

    [nm]

  8. Ashmedai: che tu ti senta responsabile del precariato diffuso nel nostro paese, sono problemi tuoi. Io credo che uno stato che non tutela il lavoro dei giovani sia uno stato destinato a morire.
    E vale per ingegneri, programmatori, economisti, medici, avvocati ecc.ecc.

    P.s. una che si firma laureataprecaria non sbandiera il suo precariato??? :)

    Sei un pessimo lettore.

  9. cul de sac?… boh! a me sembra un meraviglioso cul de femme ( e che femme!), non è che qualcuno necessita di un ventilatore per le sinapsi, anche se l’aria è notevolmente rinfrescata?

  10. @Dania,
    non hai capito nulla ma siccome sono cortese preferisco dire che mi sono spiegato male.
    Non mi sento responsabile di nulla, ma tu, credi che 10 o 20 anni fa avresti avuto più possibilità?
    Fra tutti sei la precaria che più se lo è scelta.
    Non dico di fare l’università con il solo obiettivo del lavoro futuro ma affermo che se vuol seguire la propria passione poi non bisogna aspettarsi chissà cosa.
    Il tuo settore, in Italia, da pochissimi sbocchi, ora come 20 anni fa, te ne dovevano creare uno all’atto dell’iscrizione?

  11. @laureataprecaria

    in un anno nessuno ti ha proposto un lavoro che non fosse la commessa?
    mi riesce difficile crederlo….
    numero di cv mandati?

  12. Ashmedai Tu credi che 10 o 20 anni fa avrei trovato dei contratti di lavoro dove non sono previste ferie, malattia, maternità, versamenti inps che non verranno calcolati per la pensione, ecc ecc.

    Essere precari non significa solo difficoltà nel trovare il lavoro, ma anche vedere alcuni diritti negati in favore di nessun beneficio.

  13. 10 o 20 anni fa saresti stata disoccupata.
    Non giocare con concetti e parole, io mangio pane, burocratese e comunicazione politica, tu saresti una buona politica per come svicoli e riporti il discorso in lidi lontani da quelli in oggetto.

    Il precariato esiste, non c’è dubbio. Tu però lo additi come causa del tuo caso personale che in realtà è solo frutto delle tue scelte di studi.

    Ripeto, giusto lamentarsi e giusto voler ottenere di più, però bisogna rimanere consci del fatto che se si è fatto delle scelte azzardate si pagano.

    Basi la tua essenza virtuale sull’argomento precariato, beh, potevi benissimo aprire il blog all’atto dell’iscrizione all’univeristà, sarebbe stato uguale.

    10 o 20 anni fa avresti dato al colpa della tua disoccupazione alla scarsità di lavoro.

  14. Mi scuso, ho risposto a dadevoti scambiandolo erroneamente per Dania.
    Va beh che dire ad uno o all’altra è uguale, ma mi scuso per l’errore.

  15. > 10 o 20 anni fa saresti stata disoccupata.

    Questa è una stronzata fatta e finita. I contratti privi di tutela non hanno affatto abbassato il tasso di disoccupazione, hanno solo consentito di non pagare le ferie, non pagare l’INPS, scoragiare la maternità, etc. Per tua conoscenza io lavoro in una azienda con circa 350 addetti, e faccio i test di ingresso per le selezioni, per cui ne so _qualcosetta_. Se non ci fosse stata la legge Biagi non avremmo _un solo_ addetto in meno, però avremmo molti più dipendenti a T.I.

  16. Ashmedai Confessa è stata la foto a indurti in errore.

    “a beh che dire ad uno o all’altra è uguale” se lo dici tu! Vorrà dire che anche per te è uguale se sono io o Dania a palparti il pacco in mezzo le gambe?

    I gusti sono gusti :)

  17. Discorso pacato e argomentato quello di Ashmedai. Non ti pare però un discorso sterile quello di dire che le facoltà classiche non garantiscono un “futuro”? Mi sembra giusto sollevare la questione che in uno stato come il nostro non c’è, non dico la tutela che è una parola che non mi piace, piuttosto, il sostegno e l’incentivazione del giovane lavoratore? Si può criticare la struttura dell’università italiana. Però arrivare a dire che iscrivendosi ad un certo corso di laurea equivale a condannarsi allo stato di disoccupato è triste.

  18. azz…
    avevo sentito parlare di ash-tray di ashenbecher ma di ash-me-la-dai, non ancòra.
    che sia pro-fumo che gliela stà chiedendo in modo diverso?… mah!:)

  19. @Rosen McStern

    parlavo solamente del settore di studi della Dott.ssa Dania ossia arabista e cultura mediorentale (spero di aver detto giusto).
    Per il resto, fino a che non si riformerà lo Statuto dei lavoratori ed i vecchi sindacalisti e protetti dai sindacati non passeranno a miglior vita non ci sarà nessun futuro.
    Bada bene, non parlo di togliere diritti parlo solo di rendere agevole l’assunzione e soprattutto il licenziamento. La meritocrazia e non l’anzianità di “servizio”.

    Al limite mi starebbe bene anche il contratto atipico, a patto che ci sia uno stipendio considerevolmente più alto facendo in modo che le agevolazioni ora riservate solo alle aziende passino da esse ai lavoratori. L’azienda risparmia in contributi ma il lavoratore incassa direttamente una parte di tale surplus. La restante parte potrebbe essere messa in ammortizzatori sociali.

    Precariato in questa salsa mi potrebbe andare.

    Tanto non lo otterremo mai, a sinistra estrema si difendono i vecchi posti fissi e le vecchie agevolazioni, a destra invece la libertà delle aziende senza le ripartizioni sopra descritte.
    Molti precari votano Rifondazione ma non hanno la benché minima idea di quale sia la realtà, sono attratti dall’onda emozionale che questo partito genera.
    Stesso discorso ma in salsa diversa nel centro destra.

    @Dadevoti

    ahhh, no per la palpata ed altro sono ancora vecchio stampo. Una bella ragazza è una bella ragazza. Tu al massimo offri la sigaretta del dopo.
    Intendevo dire che siete molto legati e , presumo, di idee e posizioni (oh, non ci fare la battuta) similari.

  20. @ Pignolo

    io provengo dalla scuola realista, sarà anche triste ma è così.
    Oggi, ti faccio un esempio, abbiamo migliaia di scienziati della comunicazione, questo è frutto della nostra società. L’Italietta ormai si basa sull’immateriale, sull’etero e sul sogno. La televisione, i media, la comunicazione sono diventati la panacea di tutti i mali. Potremmo dire anche la comunicazione pubblicitaria ma purtroppo noi creiamo ottime campagne con ottime idee a prodotti non nostri, solo importati. Credi forse che queste migliaia di giovani abbiano tutti un futuro? ora sono precari ed un domani saranno disoccupati.
    E’ il tessuto imprenditoriale economico e sociale che è malato e purtroppo le facoltà e noi giovani (mi ci metto anche io) non lo capiamo, seguiamo l’onda o le passioni. Oddio, è parte della componente giovanile questo atteggiamento, è perfino scusabile, ma tutto fino ad un certo punto.
    E’ brutto dirlo ma ci vorrebbero più imprese e meno scienziati della comunicazione, ci vorrebbero più ingegneri e meno avvocati, ci vorrebbe una agilità estrema nell’aprire e gestire un impresa. In Cina si apre in 3 giorni e costa pochissimo per 4 anni. In USA si apre con un click ed è detassata per qualche tempo.In Italia ci vogliono settimane o mesi ed è in perdita per almeno due anni.

    Le altre facoltà (classiche) sono frutto dello stesso sbaglio ma calato nella realtà degli anni scorsi. Ondate di avvocati nell’Italia dei Dottori (titoli inutili, anacronistici e stupidamente pomposi che solo da noi hanno un valore), ondate di politologi nell’Italia dell’amministrazione pubblica ipertrofica, ondate di letterati (lettere, sociologia, filosofia) nell’Italia della contestazione.
    Ora ondate di niente nell’Italia del niente.

    PS il ministro Fioroni vorrebbe rimettere l’esame di riparazione… i peggio voti sono in matematica. Quello che fa girare il mondo e l’economia è proprio la matematica declinata in tutte le sue forme, che sia ricerca che sia produzione, che sia pura astrazione. E’ emblematico, è una perfetta foto della nostra Italia.

  21. @ anonimo

    non volevo raccontare la mia storia ma mi hai quasi costretto…
    e se la proprietaria del blog non ha nullain contrario vi racconto le avventure di questo ultimo anno…

  22. ash-meladai… o scendi?
    tu devi essere un forte assertore/trice
    dell’assioma “reductio ad unum” (di origine papale), assioma che si contrappone all’aristotelico concetto di “zoos-politikos”

    frapre

  23. @frapre
    anche se l’intento è prendere per il sedere, rispondo volentieri al tuo commento.
    Mi attira pochissimo l’evoluzione politico-filofosica-ideologica-essoterica sviluppata nel corso dei millenni all’ombra del trono di Pietro. Non condivido per nulla l’impronta assolutista, ideologica o meno, anzi sono uno sporco infedele relativista.

  24. ashmedai:
    già il nick la dice lunga (il re dei demoni… per altro di salomonica memoria), su quanti filmetti dei ningia, gozilla etc… ti frullino tra le sinopsi.

    c*zo c’entra l'”esso-terismo”?
    Dionigi Tetamanzi:

    >
    frapre

  25. Il pluralismo antropologico può “esasperare” solo chi ha per fine la reductio ad unum della varietà di opinioni, gusti, stili, abitudini, scelte, credenze, ecc.

    frapre

  26. C’entra quanto il tuo commento. Semplicemente sottintende all’insegnamento pubblico, filosofico religioso o di dottrina.

    Lascia stare il nick, non svela nessun background o nessuna passione particolare.Frutto del caso svariati anni fa.

    Comunque non volevo sviare il discorso da quello che facevamo prima, essendo però ospite e non proprietario di questo blog, torno quando avrò qualcosa da dire.

  27. oh … non fraintendete .. sono stato precario anche io a suo tempo e … la settimana di ferie che mi hanno asegnato d’ufficio (perchè l’ufficio era chiuso) ho pensato bene di farmi venire un ascesso e urlare dal dolore … masochismo ??
    NO solo SFIGA!

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