Disoccupazione compulsiva
Sveglia. Che ore sono? Televisione. Magalli. Caffè. Luca Giurato. Secondo caffè. Accendi il pc. Leggi. Scrivi poco. Sfogli annunci. Merendina. Mandi cv. Rileggi il cv. Riscrivi cv. Telefilm di ItaliaUno. Fame. Che giorno è? Scrivi agli amici. Sono tutti occupati. Chiami gli amici. Sono tutti occupati. Sgranocchi biscotti. Tua madre ti chiama dall’ufficio. Telegiornale. Esci. Ti vesti male. Arrivi solo fino al discount. Arrivi solo fino all’edicola. Compri giornali di annunci. Cerchi gli annunci. Rispondi agli annunci. Ancora fame. Ritorni a casa. Caffè. Accendi il pc. Comunichi col msn. Comunichi col gtalk. Sospiri ad ogni “come stai?”. Leggi i twitter degli altri mentre lavorano. Carezzi il gatto. Quiz in tv. Leggi blog. Ti cerchi su google. Tè caldo. Cerchi tutti i tuoi ex compagni di scuola su google. Riprendi in mano il libro lasciato a metà. Ti candidi spontaneamente presso aziende. Guardi il telefono. Cena. Rifiuti gli inviti per risparmiare. Rinunci al cinema per risparmiare. Rinunci agli aperitivi per risparmiare. Controlli l’e-mail. Riscrivi alle aziende. Compassione. Non controlli più il conto in banca. La sera in tv non c’è mai nulla d’interessante. Non ti interessa più la politica. Consigli non richiesti. Spegni il pc. Vai a letto.
Non dormi: aspetti.
- Insinuato da Dania il 4 marzo 2008
- 56 commenti »











4 marzo 2008 at 18:57
se ne fanno di cose durante il giorno …
4 marzo 2008 at 18:59
in bocca al lupo dania!
4 marzo 2008 at 19:01
Crepi.
4 marzo 2008 at 19:13
A me va bene che non ho i tuoi “ritmi caffe”.
Per il resto, gatto compreso, siamo sulla stessa linea.
Ah, meno televisione, quello si.
Forse perchè al PC sto facendo un corso di inglese e prove con un fottio di software
4 marzo 2008 at 19:22
OT L’umore non è dei migliori, ma, domani sera, 5 marzo, sarò ospite con Pro-fumo ad una chiacchierata sui blog al CASOMAI di Udine.
Se qualcuno fosse in zona e avesse voglia di passare una serata coi blogger, mi trova lì, bicchiere in mano.
4 marzo 2008 at 19:33
Dania Dania e’ il post piu’triste che abbia mai letto in questo blog e dato che oggi sono gia’ triste di mio…
4 marzo 2008 at 19:47
Potrebbe piovere…
4 marzo 2008 at 19:49
stica ! nella stessa situa, ma senza TV.
4 marzo 2008 at 19:52
anch’io: in bocca al lupo!!!
4 marzo 2008 at 20:17
Nel tuo scrivere si sente la condizione di ansia in cui si trovano tante e tante persone!
4 marzo 2008 at 20:31
Secondo me sei troppo intelligente per deprimerti (non è che se non ti deprimi le cose cambiano, ma la salute si).
E mi associo al MrZebra con un in bocca al lupo!
P.S. Io cerco sempre quelli che conosco su google, anche mentre lavoro
4 marzo 2008 at 21:11
UN TEMPO LE DONNE ASPETTAVANO IL PRINCIPE AZZURRO E RIMANEVANO DELUSE, OGGI ASPETTANO UN LAVORO E RIMANGONO DELUSE LO STESSO….CHE CONCLUSIONI DOBBIAMO TRARNE? NON FATE BATTUTE SCEME PER FAVORE.
4 marzo 2008 at 21:15
Anonimo: se credi di essere tanto sagace, potresti firmarti.
Gianluca e The Professionist: crepi, crepi.
4 marzo 2008 at 21:15
E SE FOSSE VERO QUELLO CHE SI DICE SUGLI ILLUMINATI E SUI RETTILIANI? E CIOE’ CHE LA RAZZA UMANA E’ SOGGIOGATA DALLA RAZZA RETTILIANA E SE NON TROVI UN LAVORO E’ PERCHE’LORO NON PERMETTONO A NOI DI VIVERE UNA VITA SERENA E COSTRUTTIVA MA DOBBIAMO ESSERE I LORO SCHIAVI?
4 marzo 2008 at 21:19
SCUSA MI ERO DIMENTICATA DI FARLO..
4 marzo 2008 at 21:25
decisamente perfetto.
piango.
4 marzo 2008 at 23:02
almeno giurato te lo potresti risparmiare.
5 marzo 2008 at 00:04
Ciao Dania,
questo post mi ha colpito; le volte che sono venuto qua ho sempre trovato intraprendenza e creatività, mai fragilità.
Beh guarda, io un lavoro ce l’ho ma mi ha divorato e praticamente vivo come un disoccupato anche se non lo sono; quindi mi pareva mentre leggevo di leggere qualcosa che più o meno avrei potuto scrivere io, giornali, annunci etc.
In fondo, è per questo che il mio blog è chiuso per ferie.
Ti capisco e ti Auguro di trovare quello che cerchi, sinceramente.
Will.
5 marzo 2008 at 09:40
…e io che a trent’anni faccio ancora lo studentello?!?!
…fame é triste… ricordo un periodo in cui gironzola per salerno Leroy dopo aver subito la cura Costanzoshow… il mitico maurizione l’aveva trovato presso una comunità romana e aveva fiutato il business, sciacallo… l’aveva portato in tv e dichiarato al mondo interno che sarebbe stato il suo redentore, costanzo santo subito… io l’ho trovato ubriachissimo a fare spaccate e a cantare a squarciagola in una via pirncipale salernitana… poverino davvero… mi sa che morì poco dopo… non ho mai più visto fame… non ce la faccio…
…cazzarola, me lo potevo risparmiare questo epilogo tragico dopo un post di umore tanto black… che dici un abbraccio internettiano, ma fortissimo, ti risolleva un pò?!!?
già
5 marzo 2008 at 11:07
sembra la versione dal mondo del non lavoro della “Passeggiata” di Palazzeschi.
esplosione morbida di “ripetitività”, lampi azzurri di “disagio”. splendido!
firmato
F.T. Lollinetti.
5 marzo 2008 at 12:16
da quel che leggo, dovresti considerarti fortunata
lo so che non dovrei dirlo, ma.
5 marzo 2008 at 12:25
mi sono sempre chiesto quale era la giornata tipo di una blogger precaria…
quanto al lavoro do`un consiglio non richiesto: non sottostimare l’importanza degli stage (retribuiti)
5 marzo 2008 at 13:39
bellissimo, dania…
la tristezza è il prezzo da pagare, per scrivere cose così belle, a volte
5 marzo 2008 at 15:11
Questo è un mio piccolo contributo, non so se può servirti, spero di sì…
Non smettere di essere ottimista, anche se è dura.
http://www.lavoroeprofessioni.it/
http://www.jobadvisor.it/
http://professionelavoro.caltanet.it/
http://www.infojobs.it/
http://www.jobcrawler.it/
http://www.jobespresso.net/
http://my.monster.it/
http://www.assioma.org/
5 marzo 2008 at 15:48
Imperfezioni: il tuo commento mi era finito nello spam (e dice tutto!)
5 marzo 2008 at 17:00
Rendi benissimo l’idea dei precari italiani!
Vanessa
5 marzo 2008 at 17:46
dio che tristezza
5 marzo 2008 at 19:43
…quando tutto va a rotoli sogno per davvero essere un fabbricante di carte igienica, ma con la sfiga che mi è compagna penso che tutti smetterebero di usarla.
Uscire è la migliore terapia (vabbè non dire che non ci sono più le piazze di una volta dove i braccianti offrivano le braccie ai caporali)….. in bocca al lupo…
5 marzo 2008 at 20:38
Ti detesto. Ho cercato i miei ex compagni di scuola su internet…e li ho trovati :-grrr
6 marzo 2008 at 10:22
nadia: nooooo! E’ il confronto più amaro che si possa fare!
6 marzo 2008 at 12:01
Sembra impossibile che una come te non riesca a trovare lavoro, bella brava intellingente e ironica, le hai tutte le qualità. Spero che presto possa risolvere i tuoi problemi.
Pensavo di essere l’unica che cercava i suoi compagni su google e mi facevo anche un po’ miseria invece…
6 marzo 2008 at 12:14
silvia: un giorno toccherà mettere via le ambizioni rimaste e fare quello che capita.
6 marzo 2008 at 12:50
Buona fortuna!
6 marzo 2008 at 16:29
Dania, finora mi ero limitato a leggere i tuoi commenti su altri blog, ma ora ho visitato il tuo, con foto e video.
Grazie per l’ erezione.
Purtroppo ora sto studiando in sala trafficata sul pc fisso e nn posso entrare più profondamente in tema con il post dove eravamo. Ma sta notte, in camera mia col portatile saremo solo io e te.
Au revoir, ma chere. :O>—-
6 marzo 2008 at 16:48
Enrico Carlo: grazie per il commento a sfondo sessuale in un post in cui non c’entrava nulla (dadevoti ha perso la scommessa, diceva che il primo commento erotico sarebbe arrivato intorno al ventesimo).
Quanto alle foto, sono alla mercé di ogni istinto, purché tu non sia uno studente delle superiori.
6 marzo 2008 at 17:02
Eh, cara, magari. Lune compirò il mio primo quarto di secolo.
Cmq tu sei erotica anche se parli della fame nel Biafra, a mio avviso.;)
6 marzo 2008 at 17:08
L’ozio nutre l’anima. Almeno penso. Scusa non prendermi per cinico, non è mia intenzione infierire. Pero’ penso che il lavoro, anche il più forsennato, anzi forse proprio il più forsennato, è ormai diventato un rimedio all’angoscia. L’angoscia di incontrare quello sconosciuto che ciascuno di noi è diventato per se stesso, e al quale non si sa che parola rivolgere, perché, al di fuori dell’attività lavorativa, la nostra identità non ha più contorni ben delineati. Ho vissuto per anni con una workaholica. Il suo volto non sempre era riconoscibile, i suoi sentimenti erano confusi, le sue passioni flebili e imprecise, le sue aspirazioni (che non coincidano con l’aumento di stipendio e l’avanzamento in carriera) del tutto indeterminate. Per dire. Buona giornata e che sia migliore di quella passata, nutrendosi in pace con il mondo. Baci Vic
6 marzo 2008 at 18:31
Vittorio: quello che dici ha un senso, ma qui non si parla di differenza tra essere schiavi del lavoro e vivere serenamente il proprio rapporto col lavoro. Qui si parla di NON avere un lavoro e fare fatica a rientrare nel sistema produttivo, con relativo guadagno.
Perché l’ozio nutrirà pure l’anima, ma ti assicuro che non ha mai pagato l’affitto.
6 marzo 2008 at 19:12
Ho provato con un chilo d’anima. Hai ragione, il direttore della banca mi ha guardato con pietà. Ho un amico in Danimarca, mi dice che in Italia abbiamo un sistema complicato e disfunzionale. “Basta studiare la Danimarca”, fate come noi mi scrive. E’un Paese che protegge chi perde il lavoro più di ogni altro al mondo, e ciononostante ha pochi disoccupati, dimostrazione che un mercato del lavoro efficiente non richiede necessariamente di essere brutali con chi non trova lavoro. La Danimarca c’è arrivata (paradossalmente) eliminando qualunque ostacolo ai licenziamenti, soprattutto togliendo di mezzo i giudici e il diritto di chi è licenziato ad appellarsi ad un tribunale. E così le imprese danesi, sapendo che sbagliare un’assunzione non è un dramma, assumono. Certo la Danimarca non è il paradiso: capita anche che qualche imprenditore cattivo licenzi un dipendente solo perché è iscritto al sindacato. Ma neppure questo è un dramma perché i sussidi di disoccupazione sono generosi e durano tre anni. Però si perdono immediatamente se l’Agenzia del lavoro trova un posto adeguato ed il disoccupato lo rifiuta. Ci pensi, tre anni di disoccupazione. Pero’ i danesi un po’ non mi sono tanto simpatici…
6 marzo 2008 at 19:33
Vittorio: stai dicendo che fare causa per un licenziamento crea il presupposto affinché le aziende non assumano?
Perché non ti fermi a riflettere sulla criminale Legge 30 tutta italiana che ha fatto sì che il peso di un sistema flessibile sia scaricato tutto sui lavoratori? E perché non rifletti sull’inesistenza in Italia di qualsiasi meritocrazia e sulla perseveranza, invece, di un sistema clientelare dove viene premiato solo il “figlio di” e “l’amico di”?
Capisco che a tutti piaccia sguazzare nell’autocompiacimento da commento lungo (che bello rileggere le sagge parole scritte con ardore su un blog x), ma preferirei confrontarmi con meno metafore e con più oggettività.
Perché, se il post non lo facesse notare abbastanza, ho un umore di merda e vorrei che non peggiorasse.
6 marzo 2008 at 19:36
Uhm…
in bocca al lupo ovviamente, ma se dovessi decidere di lasciare il Friuli per la Lombardia, magari li, una mano potrei dartela (e non vuole esser un commento malizioso)
Se mai ci dovessi pensare scrivimi, o trillami su msn…
bye
6 marzo 2008 at 19:44
sono d’accordo con storie di tamarri… giurato no, ti dai davvero la zappa sui piedi…
dai una carezza al micio e in bocca al lupo!
piEffe
6 marzo 2008 at 20:14
Non avere un lavoro crea soltanto sofferenza.
Ti senti inutile, vuota e inadeguata poi di fronte agli altri.L’ho sempre pensata cosi’ e nessuno me lo togliera’ mai dalla testa
6 marzo 2008 at 21:13
Scusa, ti giuro che prima di commentare nn avevo letto il post.
Ciao un abbraccio.
7 marzo 2008 at 20:12
tr…are?
7 marzo 2008 at 21:20
IO boni, un post simile lo feci quando mi lasciai dalla ragazza…che tristezza realizzare l’inutilità dello scorrere del tempo.
7 marzo 2008 at 22:16
Come molti di voi avranno notato, i commenti del sito sono stati kaput per tutta la giornata.
Ringrazio chi ha avuto la pazienza di commentarmi via email e sms e consigliarmi link per cercare lavoro.
Anche il blog, per la tristezza, decide di non reagire.
Adesso sembra essere tutto di nuovo in ordine (sembra…)
7 marzo 2008 at 22:37
Non capisco a cosa tu ti riferisca, io il sito lo vedo benissimo e lo commento pure
7 marzo 2008 at 22:59
Dadevoti: chi ti ha detto di uscire dalla botola?
Torna a lavorare e aggiorna WP!
8 marzo 2008 at 02:31
Non è un consiglio di lavoro, ma così, per pura curiosità, come mai sei l’unica stare del blog che non ha ancora scritto un libro?
8 marzo 2008 at 10:24
Roberto il percorso di un blogger che pubblica un libro è, nel 99% dei casi, questo: Libro nel cassetto che non si riesce/si desidera pubblicare—> apertura blog—> post più o meno presi dal libro—> pubblicità e passaparola—> contatti con gli editori–> libro.
Tutti i blogger che hanno pubblicato (salvo rarissime eccezioni) sono scrittori che, non riuscendo a farsi notare dalle chiusissime case editrici, cercano -giustamente- di arrivarci dal basso, vendendo un prodotto in cui credono con mezzi nuovi e ottimo marketing.
Tutti quelli che conosco io avevano già un libro pronto, in molti casi già depositato alla siae, che, contemporaneamente al blog, continuavano a proporre alle case editrici.
La risposta alla tua domanda è semplice: io non sono una scrittrice (forse l’unica a curare assiduamente un blog e ad ammettere di non esserlo). Non ho libri nel cassetto, non scrivo romanzi né racconti e il mio blog non è che un insieme disomogeneo di pensieri e provocazioni.
, continuerò a rimanere -senza onta alcuna- soltanto una blogger.
Quindi, salvo il caso folle in cui un editore decida di contattarmi e propormi un libro dal nulla (cosa che avverrà soltanto se partecipo all’Isola dei famosi
9 marzo 2008 at 15:43
Davvero un ottimo riassunto di tante giornate (anche se non ho il gatto).
9 marzo 2008 at 18:06
“un giorno toccherà mettere via le ambizioni rimaste e fare quello che capita.”
Io faccio quello che mi è capitato, ma non riesco a mettere via le ambizioni rimaste e vivo schizofrenica, mezza giornata al lavoro, mezza giornata da disoccupata. Mezzo più mezzo in questo caso fa doppio stress.
Ce la possiamo fare. (?)
9 marzo 2008 at 18:15
LB: speriamo. Speriamo…
10 marzo 2008 at 16:09
Riprovo a commentarti, anche se qualche giorno fa non ce l’ho fatta, e ho ripiegato infatti sull’e-mail..
Anche io mi sono posta una domanda simile a quella di Roberto.. anche perché ho notato che c’è chi ha fatto della precarietà lavorativa un.. boh, diciamo “romanzo”? E non mi esprimo sull’opera, che non conosco e non ho voluto conoscere, ma sul fatto che non sono stata colpita né dalla persona in questione né dal suo blog, cosa che invece mi è capitata qui.
10 marzo 2008 at 17:17
la Simo: grazie! Le attestazioni di stima, in questo momento, sono molto importanti per me.
Spero presto di non aver più bisogno di raccontare del mio precariato per avere un’identità virtuale (domani ho l’ennesimo colloquio e potrebbe andare bene)
P.s. speriamo di aver risolto definitivamente i problemi di visualizzazione del sito.