Vite bianche
Ho sempre pensato che poter lavorare per vivere e non vivere per lavorare facesse di me una persona illuminata.
Oggi, per l’ennesima volta, ho pensato che poter lavorare continuando a vivere fa di me una persona molto fortunata.
Domani sera, il consueto appuntamento con A letto con Dania. Per seguire la trasmissione, basta collegarsi, dopo le 22, con casse, microfono e webcam (non è necessaria) qui.
- Insinuato da Dania il 11 giugno 2008
- 20 commenti »









11 giugno 2008 at 22:12
il trucco è riuscire a non farsi risucchiare dall’ingranaggio, quello là che “quest’ingranaggio come un mostro sempre in moto che macina le cose che macina la gente, sì, anch’io…” (Giorgio Gaber)
(Evaaai…)
11 giugno 2008 at 22:13
TrePerUno: riesci a fare dell’ironia sulle morti bianche? Ed io che credevo di essere una brutta persona…
11 giugno 2008 at 22:32
Quando il Governo Prodi voleva applicare sanzioni dure per gli imprenditori responsabili di morti sul lavoro, Confindustria si è ribellata.
Ma di cosa ci stupiamo, se viviamo in una società in cui i medici fanno a pezzi le persone per mettersi in tasca qualche euro in più?
La vita umana, vale meno del Pil.
11 giugno 2008 at 22:43
Ieri l’altro ore 17.00. Comune di Vietri a mare, provincia di Salerno.
3 operai su impalcature senza elemetto, senza bustini e imbragature. A 20 metri auto dei carabinieri parcheggiata davanti alla caserma con i militari che guardavano la scena senza scomporsi.
Ovviamente sui ponteggi c’erano i cartelli con gli articoli di legge. I cartelli costano poco. E le vite che prezzo hanno?
12 giugno 2008 at 00:46
ciao Dania, no niente ironia, purtroppo non avendo cliccato sul link ho solo equivocato di brutto il senso, e mi dispiace parecchio.
Quella che poteva sembrare una constatazione amara sui compromessi a cui la routine lavorativa fa sottostare (che mi ha spinto a scrivere il post) invece si riferiva a ben altro, che non ho proprio colto. Sincerely sorry.
(Evaaai…)
12 giugno 2008 at 08:25
Napolitano ha detto : Basta con le stragi.
Ma non era gia’ stato detto?
12 giugno 2008 at 08:35
la penso come te.
12 giugno 2008 at 12:22
credi che sanzionando le aziende risolvi il problema?? il punto è che bisogna stabilire regole, fare corsi….
di recente sono stato in australia e pur dovendo lavorare in ufficio sui loro server sono stato obbligato a seguire dei corsi ed ad indossare scarpe antiinfortunistiche ed occhiali SEMPRE. le sanzioni non servono a niente, per risolvere il problema bisogna educare e soprattutto PREVENIRE. Qui a monopoli davanti al mio ufficio c’è un cantiere edile. dopo la tragedia di molfetta gli operai per una settimana hanno indossato elmetto e imbragature. dopo una settimana festa finita. Anche ieri le vittime di Mineo erano entrate in una cisterna senza tute protettive e senza maschere. non credo che dietro ci fosse un dirigente a minacciarli per obbligarli a farlo.
12 giugno 2008 at 15:13
i motivi sono gli stessi degli incidenti stradali: in moto si và senza casco, in auto senza cinture, si guida ubriachi e si lascia la patente per la guida di un tir a chi è sordo, guercio e senza una mano…
frapre
12 giugno 2008 at 15:15
non è vero che le sanzioni non servono a niente. certo, bisogna anche metterci i soldi per i controlli ma scommettiamo che se un imprenditore ha il fiato degli ispettori sul collo e la minaccia di perdere la sua azienda se sgarra si mette in riga all’istante?
12 giugno 2008 at 17:05
@hannibal
no, semplicemente aumentano i prezzi dei beni o dei servizi per rientrare nelle spese per le eventuali multe…
Serve educare i lavoratori a indossare le protezioni anche se sono fastidiose, ti spettinano o ti fanno lavorare più lentamente… Ovviamente bisogna anche educare a denunciare o a non lavorare in caso di mancato approvigionamento dei sistemi di sicurezza. Se uno dice: “tanto cosa vuoi che succede” e poi ci rimane… direi che serve responsabilizzare ambo le parti. soprattutto perchè se non usi i sistemi di sicurezza adeguati e ti fai male non sei coperto dalla previdenza… (in teoria)
12 giugno 2008 at 19:37
Penso spesso alla relazione causa/effetto, soprattutto quando, abbandonato il luogo comune, mi capita di chiacchierare con chi lavora nel settore.
Per esempio, nei cantieri, sono spesso gli operai che trovano scomodo/fastidioso lavorare con caschetti e scarponi e occhiali. Chi dovrebbe costringerli a farlo spesso chiude un occhio, purché si lavori in fretta e bene.
A volte invece, i lavoratori non vengono forniti di nessuna protezione e si lavora come ai tempi di mio nonno.
Bah.
13 giugno 2008 at 01:04
Io so solo che voglio smettere di lavorare, non so come, ma prima o poi…
13 giugno 2008 at 07:56
Buona giornata dottoressa! :D
13 giugno 2008 at 19:24
E buona partita a tutti!
13 giugno 2008 at 22:26
Buona camicia!
14 giugno 2008 at 13:52
Buona domenica Dania! ;)
14 giugno 2008 at 19:10
Buona domenica (è diventato il blog dei convenevoli)
14 giugno 2008 at 22:00
Bene siamo alle pattuglie…
abbiamo capito tutti a cosa servono non e’ vero?
Un saluto a tutti finche’ siamo ancora in tempo..
14 giugno 2008 at 22:33
essì…