Le violon imparfait

Perché ogni donna sia libera di avvicinarsi ai suoi modelli.
Foto di Pro-fumo, omaggio a Kiki de Montparnasse, fotografata da Man Ray.
- Insinuato da Dania il 8 marzo 2009
- 24 commenti »

Perché ogni donna sia libera di avvicinarsi ai suoi modelli.
Foto di Pro-fumo, omaggio a Kiki de Montparnasse, fotografata da Man Ray.
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8 marzo 2009 at 20:30
Bravi.
A Daniele per lo scatto, a te per la sopportazione.
8 marzo 2009 at 20:32
Mi scuso con Kiki e Man Ray per l’indegno omaggio
8 marzo 2009 at 21:32
Complimenti all’artista (non vuole essere una sviolinata) e alla modella conscia.
ciao
8 marzo 2009 at 22:51
Non vedo l’imperfezione
8 marzo 2009 at 23:18
omaggio riuscitissimo.
saranno felici, entrambi.
bravi voi
dd.
9 marzo 2009 at 11:22
Mi associo a luigi: il suo “non vuole essere una sviolinata” è geniale!
9 marzo 2009 at 12:25
Complimenti soprattutto al fotografo
9 marzo 2009 at 12:52
Contrabasso, violoncello, viola, violino.
A ogni donna il suo strumento.
Io, speriamo che si trombetta.
9 marzo 2009 at 14:33
l’originale, però, ha il sedere (parzialmente) scoperto; cos’è, cominci a temere i confronti?
(oddio, che ho detto!)
9 marzo 2009 at 17:02
Perchè ogni donna sia libera di essere se stessa, libera da tutto e da tutti salvo che da se stessa. Perchè ogni donna sia libera dalla violenza fisica e psichica di ogni genere.
9 marzo 2009 at 21:46
ecco cosa significa cantarsela e suonarsela da sè…:))
frapre
9 marzo 2009 at 23:19
MA SEI PIU’ MAGRA DI kIKI!!
9 marzo 2009 at 23:35
Lei, però, aveva forme molto più invitanti.
10 marzo 2009 at 00:29
Erano ltri tempi ,le donne erano piu’ formose…
10 marzo 2009 at 07:44
complimenti all’arte
10 marzo 2009 at 16:31
se l’architetto non dice nulla… io proverei a metterci l’archetto…:))
frapre
10 marzo 2009 at 16:31
ps: di pura setola di cinghiale…mica crini di cavallo…:))
frapre
11 marzo 2009 at 17:01
bella la pashmina in testa!
11 marzo 2009 at 21:10
Quando vivevo in Egitto, la portavo così
13 marzo 2009 at 10:18
complimenti dania, hai una bella schiena
13 marzo 2009 at 21:16
Grazie
18 maggio 2009 at 15:25
“l’albergo istria dove si fermava majakovskij, all’interno assomigliava ad una torre: una stretta tromba con delle scale strette, cinque pianerottoli senza corridoi; attorno ad ogni piazzuola, cinque porte ad un battente, al di là di ognuna di quelle porte, una piccola stanza. tutte le camere avevano la carta da parati a strisce di colori vivaci, come materassi, in ogni stanza c’era un letto a due piazze, un comodino, un tavolino vicono alla finestra, due sedie, un armadio a specchio, un lavandino con l’acqua calda, sul pavimento un logoro tappetino giallo con arabeschi. le persone famose che in quel periodo vi alloggiavano erano: picabia e la moglie, il pittore marcel duchamp, il fotografo surrealista man ray con una ragazza nota a parigi, una ex fotomodella di nome kiki e così via”
elsa triolet “vladimir majakovskij. memoirs and essay” stoccolma 1975
18 maggio 2009 at 15:29
dd., che tempi meravigliosi dovevano essere.
18 maggio 2009 at 15:43
meravigliosi. hai detto bene.
dd.