Per sempre
È il mio compleanno -ti ho detto- portami al mare.
E siamo saliti in macchina verso la costa.
C’era la nebbia, quella nebbia grigia e sporca, così veneta, così densa da entrarti nelle ossa, negli occhi, nei capelli lisci che diventano crespi, nei vestiti di lana che diventano pesanti.
Non distinguevamo nulla lungo la strada. Gli alberi, le case, i vecchi, i cani, le panchine, le fermate dell’autobus, le macchine parcheggiate, i cassonetti dell’immondizia.
Siamo arrivati sulla spiaggia, immersi nella foschia lattiginosa, e abbiamo iniziato a camminare e faceva freddo e tu dicevi è normale a gennaio e io pensavo all’anno in più e all’umidità che mi arricciava i capelli.
E abbiamo camminato sulla sabbia bagnata e sporca e per vedere il mare siamo dovuti arrivare fino a infilare quasi i piedi nell’acqua. Ed era un mare grigio, dello stesso colore del cielo, dello stesso colore della sabbia, dello stesso colore del vento.
Da quanto tempo non mi portavi a vedere il mare?
Ti ricordi quando, nei pomeriggi pigri e stanchi, saltavamo in macchina e andavamo a cercare la libertà? In fondo alla strada per la libertà c’era sempre il mare, azzurro o verde, calmo o arrabbiato, con l’odore forte di orizzonte e di promesse.
Questo mare qui, il mare di questo inverno, è un mare invisibile, un mare schivo, un mare che si nasconde e non vuole raccontare storie.
Ho sempre pensato che le storie di mare fossero dentro di noi, che avessimo il mare dentro.
Come il titolo di quel film che abbiamo noleggiato, anni fa, e non abbiamo mai finito di guardare e ci siamo detti prima o poi lo guarderemo, un giorno, in futuro. Quando ancora non ci spaventava l’eternità.
- Insinuato da Dania il 13 gennaio 2011
- 14 commenti »











13 gennaio 2011 at 19:16
Molto, molto, molto emozionante.
Complimenti.
13 gennaio 2011 at 22:19
Quasi struggente. Bellissimo
13 gennaio 2011 at 22:20
Grazie
14 gennaio 2011 at 00:39
il mare d’inverno è il mio preferito…ma è quello Tirreno che non conosce nebbia, ma libeccio e tramontana, raramente piatto e grigio. al massimo nero
14 gennaio 2011 at 00:54
bellissimo
14 gennaio 2011 at 14:25
Mi è piaciuto moltissimo questo post.
Che brava che sei!
Il mio post preferito, quello che, senza neanche conoscerti, ogni volta che leggo mi fa sentire una ferita al cuore,è quello del treno.
E’così vero, onesto e perfetto.
Un abbraccio, virtuale,
Chiara
ps. ma per sempre per caso ha a che fare con i fiori d’arancio?
14 gennaio 2011 at 15:33
Mi ha colpito quella definizione: “i vecchi”. Perche’ vecchi e’ una definizione relativa, per esempio per me, gia’ tu sei piuttosto vecchia.
14 gennaio 2011 at 16:45
Bello Dania, mi è piaciuto molto
14 gennaio 2011 at 17:13
nice
14 gennaio 2011 at 18:16
Mi è parso di vederlo, di respirarlo, di sentirlo quel mare, mentre leggevo. Bellissimo pezzo Dania.
14 gennaio 2011 at 19:59
Chapeau! Conoscendo la costa veneta quasi mi vedo i pali immersi nell’acqua che appaiono in mezzo alla foschia…molto molto bello.
15 gennaio 2011 at 08:37
bello, veramente.. ho letto solo ora e ti auguro buon compleanno, (anch’io ieri ho fatto gli anni, ma tengo le spalle strette così scivolano via) e davanti ho ancora qualcosa da vivere, solo qualcosa, ma basta che sia intenso.
Pat =)
15 gennaio 2011 at 23:36
http://www.youtube.com/watch?v=I8MyG9Dbwj0&feature=related
16 gennaio 2011 at 11:21
[...] – Per sempre, di Daniela Farnese [...]