Non ha nemmeno più importanza

Vivo una situazione di seminomadismo perenne, spostandomi in continuazione da A a B a C a D e poi di nuovo A.
Cambio città all’occorrenza, molto spesso fuggo, a volte mi avvicino, mi cerco, mi aspetto.
Ho comprato casa e poi l’ho abbandonata per andare in affitto in un’altra città e dovrò rimetterla in vendita oppure decidere cosa sarà. Adesso sono lì e riparto da zero e ricomincio e vado avanti.
Sono tornata per qualche giorno a Padova, perché ho ancora il gatto da sistemare e gli scatoloni da riempire e gli armadi da svuotare. Mi sono accorta che non avevamo mai fatto mettere la targhetta con i nostri cognomi sul citofono e l’adesivo che avevamo attaccato sopra il nome della vecchia proprietaria era caduto via, lavato dalla pioggia.
Mi sono accorta che so vivere solo in questa precarietà, in questa perenne imprecisione, senza mai chiudere i cerchi, senza mai lasciare un posto per sempre, seminomade, girando in tondo, allargando il cerchio, aggiungendo oasi in cui ripararmi prima di ripartire.
Ho stampato un pezzo di carta con il mio cognome, l’ho attaccato con lo scotch al citofono. Se qualcuno dovesse suonare, probabilmente non troverà nessuno.
Ho finito tutti i sensi di colpa. Siamo stati bravi a dividere il mio e il tuo.
Ci sono delle crepe nei muri, ma sono strutturali. La struttura regge e il passato non la butta giù.
Non lo so se un giorno sarò capace di fermarmi. Forse succederà senza pensarci. Per il momento ho abbastanza scotch per attaccare il mio nome su tante porte ancora, lontane o vicine, non ha nemmeno più importanza.

12 commenti su “Non ha nemmeno più importanza”

  1. Mi ritrovo in quello che dici. Sono cosi’ anche io, con l’aggravante che ho 55 anni.
    Una casa a Treviso, una a Beijing, una ad Hammamet.
    Spaghetti, minbao e couscous.
    Fellini, Zhang Yimou, Ben-Hammar.
    Rossella, Yu Gui Hong, Souhir.
    E ora vivo in un residence. Cosi’ non ho piu’ bisogno dello scotch per attaccare il mio nome sul campanello.
    Non mi lamento, sono cosi’, non cambiero’ mai, non voglio, e se volessi non saprei come fare.
    Adoro le cose che dici e come le dici.
    Viva la solitudine complessa, il multilateralismo culturale, l’allegria di naufragi, il frullatore delle lingue.
    Ho detto oggi ad un’ araba “ti amo” in cinese, e lei mi ha risposto “Je ne comprend pas l’italien”.
    Viva lo scotch sui campanelli.

  2. Vivo in laguna e a Venezia son venuta a curarmi l’anima e a circondarmi del bello, la Romagna è il posto in cui torno per farmi coccolare….e la Puglia è un posto dove dovranno passare anni prima di poter tornare.

    E la prossima volta che l’amore ci spezza le ossa vedreme….dicono che in Messico non sia niente male!

  3. ho cambiato 15 case (e svariate compagne), l’ultima e’ sul mare in Francia: tra alti e bassi, in prospettiva e’ sempre stato un miglioramento. lo sara’ (lo e’: MI vs PD, vuoi mettere?) anche per te.

  4. quando arrivi ad una certa età,nn è questione di miglioramento..puoi aver cambiato innumerevoli case e magari ne cambierai ancora tante,ma chi ci sarà in queste case?ci sarai solo tu..devi fermarti,smettere di aver paura e costruire qualcosa di solido..solo così,quello scotch sul campanello nn si scollerà più…

  5. nn è una brutta domanda quella di miriam…ma io la cambio..Dania,tu ERI VERAMENTE felice prima? perchè già il fatto di cercare altri uomini, dicendo di amarne uno per me nn è sinonimo di felicità..per me amore vuol dire tante cose,come x esempio completezza..che dovrebbe essere mentale,ma anche fisica. per cui per me no..nn sarai felice neanche quando ti innamorerai di nuovo o perchè cercherai altri stimoli esterni..o la più probabile (tutto secondo me eh..)che tu creda di essere innamorata di un uomo,ma nn è così..

  6. Sei uguale a me,forse cn un po’ piu di fortuna e un po’ piu di motivazione…….. E meraviglioso saper adattarsi…..(:

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