Milano sa farsi camminare

Sono andata a cena con un amico che vedo una volta all’anno. Non ci sentiamo spesso, però frequentiamo gli stessi bar virtuali e beviamo le stesse parole e sappiamo sempre dove trovarci, quando abbiamo voglia di fare due chiacchiere.

Sono andata a cena con un amico che vedo una volta all’anno e gli ho raccontato cose che non racconto a nessuno, cose belle, cose brutte, le sofferenze per cui non ci sono mai parole, le cose piccole e meravigliose di cui non mi ero resa conto, mentre mi succedevano, le malattie che non sai nemmeno come fare a conviverci, i progetti che non avevi nemmeno studiato perfettamente e che, raccontati a chi vuole ascoltare, sembrano così precisi.

Abbiamo parlato e bevuto e mangiato e camminato, perché a tutti e due piace camminare moltissimo, senza una meta, e faceva freddo freddo e Milano sembrava quasi bella come se non fosse Milano e mi sono accorta che confidarsi con qualcuno che non passa tutti i giorni con te è come guardarsi da fuori, mi sono accorta che il tempo sta passando e le cose succedono e io non me ne accorgo perché sono troppo occupata a limare il mio monologo interiore.

Abbiamo mangiato la pizza poi lui ha detto che se prendevo il dolce io l’avrebbe preso anche lui e io non l’ho preso, figuriamoci!, io che soffro per aver preso un chilo in questi aperitivi selvaggi della nuova città. Abbiamo bevuto il caffè e non era buono, ma c’erano tante chiacchiere e non fa niente e in fondo dovevamo raccontarci un anno, un anno incredibile per me, per lui, per chi ci ha voluto bene e per chi non ce ne vuole più.

Poi abbiamo camminato verso casa mia e lui si è messo in macchina e io sono rientrata al mio quinto piano e ho guardato la mia nuova parete rosa e ho pensato che il tempo che passa lenisce anche i dolori più grandi, che se hai deciso come raccontare la tua vita sei già pronto per viverne ancora, che ci sono persone belle belle che non ti faranno mai male, che non dimenticherò mai quanto ho sofferto per alcuni, perché io non so dimenticare, non ho mai imparato a farlo, ma che posso sopravvivere anche col cuore pieno di cerotti, che Milano è una città che sa farsi camminare, che anche solo una volta all’anno è bello passare del tempo senza dover dimostrare niente, provando solo a stare bene.

21 commenti su “Milano sa farsi camminare”

  1. Esatto.
    E’ quello che tentavo di scrivere ieri nel mio commento, ovviamente scritto da te è decisamente meglio.

    Sara

    Ps. Fai bene a non dimenticare sarebbe da stupidi. Anche quella parte piena di occhi gonfi e caffè bevuti ad ogni ora solo per scaldarti il cuore, fa parte di te. E qualsiasi situazione dopo deve fare i conti anche con quella Dania. Dania non è una sfumatura, sono tanti colori diversi che si mescolano per un disegno meraviglioso.

  2. “è bello passare del tempo senza dover dimostrare niente, provando solo a stare bene.”

    Questa la userò.
    E’ di una semplicità assoluta, come tutte le cose vere.

  3. Anch’io ho un amico così. Ci incontriamo ogni tanto e ci raccontiamo la vita davanti a un tavolinetto di un bar.
    Solo che una volta abbiamo fatto una gara di cocacola & pampero con la barista.
    Sara (dei gatti, dei tacchi, del sogno)

  4. Primo giorno su twitter, prima escursione assolutamente casuale, imbattersi, come e’ successo a me, in un angolo ben raccontato, e’ un modo piacevole di concludere la giornata, per altro già piena di altre piacevoli emozioni. Brava.

  5. A Saronno, a volte, passano le stelle e qualcuno le paragona a Dio…
    Chissà se le strade saranno migliori un giorno,
    mentre vecchi ci barcollano sopra e molti ne approfittano per scappare…
    Saronno, a due passi da Milano…a tre dall’inferno…a nord dal Paradiso…
    😉

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