Io non voto

Che decidano di rinviare la data delle elezioni (che in suolo patrio han preferito chiamare election day) o che si vada alle urne tra dieci giorni, ho deciso di astenermi dal compiere il mio diritto/dovere civico e tenermi alla larga dal seggio.

Dopo una sofferta riflessione, non priva di scontri con persone che stimo (e non) e con emeriti sconosciuti che sempre più spesso mi contattano in msn o gtalk per fare sondaggi d’opinione, ho preferito, dopo anni d’intensa partecipazione al dibattito politico nostrano, esprimere il mio totale dissenso nei confronti del mio paese e della condotta degli occupanti gli scranni del parlamento con un gesto volutamente nichilista.

Le motivazioni che mi hanno spinta a credere che il non coinvolgimento sia la strategia migliore per la salvaguardia del mio equilibrio psicofisico possono essere riassunte, in modo non esaustivo, nei seguenti punti:

1. mi rifiuto di votare, per l’ennesima volta, il meno peggio. Pretendo governanti validi e mi si offre la scelta soltanto tra governanti molto mediocri o meno mediocri.
2. Impedendoci, con una legge elettorale da porcile, di poter esprimere una preferenza, hanno reso l’operazione di voto una formalità inutile.
3. Ho una ripugnanza genetica per le destre e per Berlusconi, ma avendo votato, nelle scorse elezioni, una sinistra deludente, debole e ambigua, mi sento tradita e delusa da entrambe le parti.
4. Non mi basta affatto ‘si può fare’. Io esigo ‘si deve fare’.
5. L’abuso, in campagna elettorale, di promesse ai precari mi ha infastidita più di ogni altra cosa. Appena eletti avranno come priorità sperperare denaro pubblico, evitare la galera agli amici, piazzare nei posti chiave i parenti e tenere stretta la poltrona. Noi giovani precari continueremo ad avere, come accade da anni, l’acqua alla gola.
6. Le campagne elettorali dei vari schieramenti hanno, in sostanza, evidenziato soltanto i problemi e proposto pochissime soluzioni. Non basta ammiccare agli utenti del web con blog e twitter per farci credere di avere una visione moderna del futuro del paese.
7. Esclusi rari nomi, che spariranno appena l’esigenza di novità sarà esaurita con l’assegnazione già decisa dei posti, sono sempre le stesse facce che rovinano il mio fegato da anni.
8. Sebbene sia sempre rimasta a sinistra, la sinistra è emigrata al centro fino a prendere il posto della Dc. L’arcobaleno che mi rimane intorno non riesce a rappresentarmi.
9. Da troppo tempo mi sento apolide e il destino del paese non è più tra le mie priorità (priorità improntate, per lo più, alla sopravvivenza decorosa).
10. Seguendo la curva discendente delle performance dell’Italia, mi sono prima indignata, poi incazzata, poi scoglionata, poi demotivata. Adesso non me ne frega una beata cippa.

Il mio prossimo assenteismo non è una decisione superficiale. Sono consapevole che la carenza di senso civico ha in buona parte contribuito allo sfascio del paese, ma ritengo che il mio personale diritto a scegliere i miei rappresentanti sia nullo quando nessuno riesce a rappresentarmi.

Sono aperta al dialogo e a rivedere le mie posizioni, ma escludo qualsiasi tipo di confronto con chi non riesce a esprimere il proprio ragionamento politico senza ricorrere a slogan. Ritengo che la libertà del singolo stia nella sua possibilità di scelta.

Di questo e di altro parleremo domani (giovedì, dopo le ore 21) nella puntata di ‘A letto con Dania‘.
Ricordo, a chi parteciperà, che la nuova pagina del live, in seguito alla chiusura della precedente, è questa.
Per sapere come seguire la serata, basta leggere le spiegazioni riportate qui.
La locandina con l’indirizzo modificato è già online.

79 commenti su “Io non voto”

  1. Rispetto la tua decisione, e condivido lo smaronamento riguardo una Italia in perenne decadenza. Stiamo andando più in basso della decadenza dell’Impero Romano.
    Semplicemente io non riesco ad arrendermi !

    Tienti su e ci vediamo domani sera (che la bionda mi ha dato ennesima buca), stavolta mi metto anche io in webcam!

    Ciao
    Massimo

  2. Per la prima volta mi asterrò anch’io (o comunque troverò un modo per ritirare la scheda e verbalizzare questa decisione).

    E’ stata una scelta sofferta. Perché sono da sempre ancorato a sinistra. Non estrema, non radicale, non riformista: così difficile essere sinistra senza aggettivi? O forse sì: profonda. Come gli occhi di mio nonno che montava gli stand della festa dell’unità ed era a modo sua comunista. Senza aver letto Marx, ma con un’idea molto genuina di giustizia e di libertà.

    Mi piace sempre meno questo Paese. Maleducato e incapace di indignarsi, sempre pronto a trovare il modo per cavarsela con furbizia.

    Certo, cara Dania, non è consolante sapere che ci ritroveremo Gasparri e La Russa al governo.

    Ciao. E grazie per il blog.

  3. dal mio punto di vista invece, in questo particolare periodo storico, pur di evitare che esseri mustruosi come Berlusconi & Co. vadano al governo, bisogna “votargli contro”, anche se le altre fazioni non ti rappresentano pienamente… non andare a votare significherebbe fare il gioco dello Psiconano e fargli vincere le elezioni.

  4. …purtroppo, il suddetto, nei sondaggi risulta in vantaggio ed ogni voto in meno atto a contrastarlo non fa altro che rafforzarlo, aumentando inesorabilmente le già alte probabilità di una sua, ahimé, vittoria…

  5. Da qualche settimana all’estero, ho deciso che non votero’ per queste merde che si sono presentate. E che forse non votero’ piu’ in Italia. Non mi resta che naturalizzarmi nel paese in cui sono (Francia) e cercare di capire se almeno qui qualcosa per cui battersi è rimasto.

  6. The professionist: sono fermamente convinta che ai nostri leader politici non interessino affatto le espressioni di protesta o i messaggi d’indignazione. L’hanno dimostrato (a destra e a sinistra) ignorando per anni movimenti di piazza, proteste feroci contro provvedimenti impopolari (caserme usa, tav, munnezza, Vday, ecc.ecc.) e sdegno urlato su tutti i mezzi di comunicazione.

    Il passaparola sull’annullamento della scheda mi sembra l’ennesimo gesto teatrale che permette all’italiano di digerire una delusione producendo meno acido gastrico.

    Al governante futuro non interessa affatto.
    Come non gli è interessato il fatto (e parlo di Prodi) di aver vinto le elezioni scorse con uno scarto ridicolo se non nel momento in cui le sue vergognose alleanze sono crollate (ma dell’indignazione del paese se ne fotterono).

    Motivo per cui ritengo di aver perso proprio la voglia di andare a votare.

    (Anzi, l’ho persa giorni dopo aver votato i Ds alle scorse elezioni ed essermi trovata Mastella alla Giustizia)

  7. …e poi ancora, mentre ora hai la possibilità di parlare apertamente, se andasse al governo l’Uomo col rialzo nelle scarpe, forse non avresti più neanche questo diritto (oltre al fatto di rimanere precaria..)

  8. Dopo qualche riflessione sul tema sono arrivato alla conclusione che i nostri politici (destra/sinistra bipartisan) non sono affatto interessati a che la gente si rechi alle urne e chi intende votare. Pensateci: Non solo non possiamo scegliere le persone, ma con strani artifizi (sulle regioni a statuto speciale, e premi di maggioranza) non c’e’ neanche piu’ proporzione numerica tra voti presi e rappresentanza ale camere. Fossimo in sudamerica avremmo subito da tempo un golpe militare, siamo in Italia e ci tocca un golpe dei politici, che con questa legge elettorale si sono garantiti cadreghe e pensioni a vita alla faccia delle prospettive dell’Italia e dei cittadini. Nonostante questo mi rechero’ al seggio, per scegliere all’ultimo minuto se votare il solito meno peggio o se annullare la scheda con qualche irnico commento che strappi almeno un sorriso ai componenti del seggio. Insomma, poche idee ma ben confuse (acc, scusa Dania questo è uno slogan)

  9. Anch’io la penso come te, ma ho l’antidoto.
    Sai cosa devi fare? Prima del voto, ma appena prima, tipo sabato notte, guardati un po’ di Berlusca su You Tube.
    Il mattino dopo sarai la prima a presentarti al seggio!

  10. Pur non sentendomi ideologicamente vicino alla dottoressa mi sento molto vicino, invece, alle considerazioni di fondo circa la politica italiana.

    Nonostante ciò mi sento di invitare tutti quelli che non vogliono esprimere una preferenza ad andare a votare ed annullare la scheda.
    Il risultato non cambia, ma il messaggio si: non andando a votare sembrerebbero disinteressati, annullando la scheda vuol dire che la voglia di andare a votare c’è, quello che manca è un candidato degno di essere votato.

  11. concordo su tutto o quasi..
    il non andare a votare non è menefreghismo ma l’unico modo rimasto per far sentire la nostra voce a fronte di elezioni anticostituzionali.

    in piu`il 25 aprile credo che per la prima volta andro`al v day e mettero` la firma sui 3 referendum di grillo e cioe`abolizione del finanziamento pubblico all’editoria di un miliardo di euro all’anno; abolizione della legge Gasparri e del duopolio Rai-Mediaset.
    A proposito gli altri 3 referendum con 350000 firme consegnati nelle mani di mortadella che fine hanno fatto?..mai piu`sentito niente…e poi venitemi a dire che abbiamo la libera informazione

  12. Buongiorno Dottoressa,
    è da più di un anno che seguo con attenzione il suo blog e lo trovo delizioso.
    Non ho mai commentato i suoi post e non saprei dirle il perchè… ma quest’ultimo ha solleticato il mio interesse.
    Da poco ho aperto il mio primo blog assieme ad una carissima amica… e stranamente ieri in un post ribadivo la mia delusione per la politica e l’impossibilità della “gente comune” di poter decidere o fare qualcosa per cambiare le cose. E’ triste dirlo e soprattutto mi preoccupa il futuro… dal mio umile punto di vista stiamo ancora troppo bene in Italia!
    Ancora complimenti per il blog… oserei dire… meraviglioso!
    Buona giornata

  13. Quoto in pieno tutto quello che hai scritto parola x parola.Però quanto vorrei avere raggiunto il tuo distacco zen da tutta la faccenda!Sono giorni e giorni di travaglio perchè nn riesco a concretizzare questo pensiero nell’atto dell’astensione… perchè per adesso non posso espatriare , e quando mi toccherà sentire nei tg-radio-giornali l’incipit “Oggi il presidente del consiglio Berlusconi….” mi verrà da vomitare ancor prima di sentire come prosegue il pezzo,è proprio una questione di stomaco debole.. Altri 5 anni di deliri di onnipotenza, figure di merda in giro x il mondo, leggi ad personam, editti bulgari, arroganza reazionaria,fascismo neanche tanto mascherato …Sento l’urgenza fisica di impedire tuto cio’, di tentare almeno.Per me sarà una scelta altrettanto sofferta ma temo che pure stavolta andrò a votare..

  14. Solo una rapida domanda provocatoria: che cosa pensi che il governo Prodi NON abbia fatto per i giovani precari?

    (ok, è provocatoria ma ti pregherei di rispondere)

  15. Ineccepibile, Dania, analisi e conseguente comportamento. Quando ho visto che i centrosinistrati (per cui anch’io ho votato da quando ne ho facoltà: 33 anni) non sono nemmeno stati in grado di cambiare la legge elettorale più truffaldina che esista in una sedicente democrazia (in sostanza perché non hanno voluto), ho deciso di “non avvalermi” del mio diritto, che chissà come mai a pochi giorni dal voto si tramuta puntualmente sempre più in un “dovere”. Dichiarazioni come quella del flaccido Cialtroni udita in televisione ieri, per cui “se ti astieni non puoi lamentarti se le cose vanno in un certo modo” oltre ad avere il tono di una minaccia mafiosa, mi fanno ancora più incazzare e mi rafforzano nella mia decisione. Siccome sono residente in Friuli e dove abito oltre alle Regionali sono previste anche le elezioni Comunali, andrò al seggio, voterò per queste ultime due e rifiuterò le schede per Camera e Senato, avendo l’accortezza di fare verbalizzare il rifiuto e di far riporre nelle apposite buste le due schede, in maniera che non possano essere manipolate. Se mi mi creeranno problemi, annullerò le schede o, meglio (dipende dal grado di giramento di coglioni e dalla composizione del seggio) straccerò le schede in pubblico a costo di prendermi una denuncia. Se vuoi incazzarti ancora di più con certo pseudosinistrume per di più foraggiato da finanziamenti del ministero dei beni culturali per ben un milione di euro, vai a vedere (con un biglietto gratuito, mi raccomando!) “Tutta la vita davanti”, a proposito di precariato. Ecco come vi vedono quelli che dicono di volervi difendere e rappresentare. Degli altri, come lo psiconano, Ferrara o i le mignotte fascistissime come la Santanché, non vale neanche la pena parlare. Ciao, un abbraccio!

  16. Per me fai bene. Io sto vendendo il mio voto al miglior offerente d’altra parte! :)
    PS.
    Per chi deciderà di annullare la scheda ricordi di farlo mettere a verbale e dichiararlo quindi al momento della vidimazione delle schede: le schede di rifiuto vengono contate e sono valide, contrariamente alle
    schede nulle o bianche o all´astensione dal voto.

  17. Dania a me non dispiace tanto il fatto che hai deciso di non votare quanto il fatto che molti confermeranno questa decisione incoraggiati dal tuo post ma tant’è, potenza dei media…

    a parte il fatto che di le persone che hai criticato nei tuoi post (prodi, mastella, dini..) questa volta a sinistra NON ci sono mi sento di difendere il voto a sinistra anche se sarò una voce solitaria nel deserto:

    1 – votare il meno peggio è un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo, io continuerò a farlo finchè in italia ci sarà il Maiale: lui fa veramente la differenza non è uguale agli altri, riunisce e legittima quanto di peggio esiste nella destra e nell’italia tutta: cialtroneria, prepotenza, ipocrisia, opportunismo, disonestà, egoismo, tutte cose che fanno parte del nostro popolo ma che lui ci spinge a non contrastare in noi stessi

    2 – alla fine sono sempre quelli di sinistra che decidono di astenersi, ogni volta è così: se si vuole vincere si imbarcano cani e porci, se si tenta di fare pulizia (vedi i vari DeMita and company) la gente stà a casa perchè non si sente rappresentata o perchè è rimasta delusa dalla volta precedente in cui si sono imbarcati cani e porci. La volta successiva si ricomincia il giro: Dogs and pigs e poi perdita da astensionismo di questo passo la sinistra italiana non crescerà mai (e nemmeno la destra si libererà mai di certe figure) e l’Italia rimarrà sempre un posto di merda.

    questa volta si può spezzare la catena o almeno provarci

    hannibal

  18. Hannibal: avevano un’ottima arma da poter usare, i tuoi amici della sinistra pura, a suo tempo: una legge sul conflitto d’interessi. Dicono di non aver avuto tempo.
    In tempi record hanno però approvato l’indulto.

  19. Con Giulia sulle ginocchia guardavo il tuo blog e sono andata sul video di youtube “Silvio c’è” e lei mi ha detto…”mamma spegni…è brutto…anzi bruttissimo!!!!” TI GIURO CHE E’ VERO!!!!!!!!!!!!Quando ci vediamo?

  20. non so quanto fossero puri, ma a bloccare il disegno di legge (varato dal governo) in parlamento sono stati i soliti mastella e dini, imbarcati e essenziali grazie a una legge elettorale approvata dalla sola destra.

    quanto all’indulto lo ha commissionato papa wojtila e prontamente votato da una vasta schiera che va da bertinotti a forza italia.. (si lo so bello schifo ma tant’è!)

  21. ciao Dania,
    concordo su quasi tutto il ragionamento.
    Ho votato, la prima volta, nel 1990 alle europee.
    Nelle scelte fatte nel passato ho avuto la fortuna di avere un padre politico (Silverio Corvisieri/PCI tre legislature 1976/1987 quando quelli del PCI davano la metà del loro stipendio al partito), soprattutto intellettuale, veramente di sinistra.
    Ha rinunciato a continuare a fare politica (e una barca di soldi) per coerenza (come dice in Persepolis la protagonista è sempore stato “integro e corente con se stesso”) non potendo realisticamente cambiare il mondo, come avrebbe voluto.I suoi tre figli sono stati precari rispettivamente 12 anni (mia sorella) io per 6 e mio fratello per 3.
    Ho votato dicevo per due decenni, turandomi il naso. Io personalmente voterò, tranne una scheda da annullare (alla Provincia).
    ma la demotivazione, la tristezza e il pensiero del futuro incerto e diverso (dal pounto di vista ambientale peggiore) per i nostri figli (io come te sono “incinto” nel senso che non ce l’ho ma lo vorrei) mi pervade.

  22. Hai ragione per quello che dici tranne sul fatto di non esprimere il tuo voto.

    NOI NON CONTIAMO UN CAZZO!!! Quindi non ci danno la possibilità di poter votare scegliendo candidati e partiti.

    NOI NON CONTIAMO UN CAZZO!!! Ma chi si ricorda il numero di quanti non sono andati a votare la scorsa volta? Ma chi si ricorda di quanti hanno annullato la scheda anche votando?

    NOI NON CONTIAMO UN CAZZO!!!

    Ma io il mio voto lo vado a “depositare” a chi è contro questo falso/truffaldino maggioritario.
    Ma io il mio voto lo vado a “depositare” contro le sottili idee di incanalarlo nei tortuosi ragionamenti politici.
    Io il mio voto lo vado a DEPOSITARE nell’urna, urna in cui potrebbero essere contenute le ceneri dei martiri del fascismo, del nazismo. Queste ceneri chiamano le schede per una scelta di democrazia, scelta per cui molte di quelle vite sono state spese.

    IO CONTO SOLO QUANDO ESPRIMO IL MIO VOTO CHE E’ UN NO ALL’INTRALLAZZO, ALLA TRUFFA, ALLA MORTE DELLA DEMOCRAZIA.

    Scusa per la lunghezza e per lo sfogo…. (comunque anche stavolta un bel tubetto di vasellina per il didietro lo tengo allertato)

  23. Anonimo: per quanto possano alleggerire l’animo, ho chiesto, per cortesia, di non parlare per slogan.
    Nessuno slogan, per quanto poetico, può modifcare una scelta maturata soffertamente per lunghi mesi.

  24. cara Dania, complimentoni per l’articolata analisi del non-voto, come si dice
    se avessi ancora un po’ di entusiasmo per le italiche cose, questo post potrei averlo scritto io
    (non è che posso fare copia e incolla, no, eh?)

  25. ps: francesci, esprimi tutta la mia stima a tuo padre, e digli che nonostante la sua relativamente giovane età, per me è un pezzo di storia di questo Paese

  26. non so se ho per sbaglio cliccato qualcosa, ma all’apertura del sito mi chiedeva la connessione paypal…
    io vivo all’estero, ma tornero’ a votare. condivido molte delle tue motivazioni, infatti non sara’ un voto entusiasta, e peraltro all’interno degli stessi schieramenti, cambiero’ leggermente il mio voto.
    barcelollo

  27. Concordo su tutta la linea. E in piu’ per andare a votare io dovrei sborsare 53 euro meno 15 (rimborso) di treno. Col cazzo che ci vado.

  28. timendum: ho avvisato in due post che, dopo splinder, avevo cambiato feed. C’erano circa 40 persone che mi seguivano ancora sul vecchio feed incompleto, allora ho scritto qualche settimana fa, chiedendo a tutti di aggiornarlo. Probabilmente, dal momento che mi seguivi su un feed incompleto, non sei arrivato alla fine del post :)

  29. Cara Dania,

    che ne pensi di Luciani, mega direttore di TIM e della sua lezione di storia?
    Mi pare che la sua ampia cultura giustifichi il suo povero stipendio di oltre 800.000 euro annui.
    Ascoltando gli ABBA (ovviamente –> waterloo) mi dispero per non sapere cosa ha detto di Alessandro (Magno?)

  30. Non mi associo al coro di complimenti. Questo argomento per cui uno non vota perche’ non ci sono candidati perfetti e’ ridicolo. Ditemi quando ed in quale paese si e’ mai avuta un’elezione con candidati perfetti. Un elezione dove tutti dicessero: ah, io si che mi sento rappresentato. E’ banale che si debba votare per “approssimazione”. E proprio questo romantico tentativo di dare rappresentanza parlamentare (se non addirittura esecutiva) ad ogni sfumatura del pensiero politico e’ il grande dramma dell’Italia. Quello per cui siamo continuamente incastrati tra veti e ricatti dei puri piu’ puri. Eppure tutti i paesi sono chiamati a scegliere tra idee e personalita’. Due, al massimo tre. Forse che gli altri paesi sono piu’ semplici del nostro e quindi sono meglio rappresentati da poche persone? Alcuni elettori saranno entusiasti, altri lo saranno meno. Decidere di non votare vuol dire semplicemente lasciare che altri compiano quella scelta. Vabbe, forse per te la differenza tra il peggio ed il meno peggio e’ troppo labile per essere percepita. Per me, forse perche’ sono all’estero a cercare opportunita’, con una sorella precaria in Italia ed un fratello a cercare fortuna in un altro paese, non e’ cosi’. C’e’ una bella differenza tra chi ritiene che “la precarieta’ non sia un male attuale” e chi invece parla di salario minimo, meccanismi per finanziare la ricera e cosi’ via. Poi, ovviamente, possiamo alzare l’asticella. Cosi’ rimarremo col culo per terra. Io, pero’, intanto, grazie a ryanair torno e voto.

  31. Ciao Dania,
    comprendo in pieno le tue ragioni e ti dò anche ragione sulla tua scelta. La mia scelta sarà diversa: io (anche se dico a chiunque che non voterò) andrò a votare, ma nei fatti tra la tua scelta e la mia non c’è differenza, visto che queste elezioni grazie alla legge elettorale porcata si risolveranno in un enorme sostanziale pareggio. Diamo per assodato che il nano si riprenderà la maggioranza alla Camera (ah questa memoria cortissima degli italiani!!!), al Senato si riproporrà esattamente quello che è successo due anni fa quando ha vinto la mortadella. Con un problema in più: vista l’esperienza dei due scorsi anni, a chi glie lo fa fare di fare la fatica necessaria per tenere insieme una calizione? Così ciascuno corre per sè, e l’effetto sarà che nessuno avrà la maggioranza per fare il governo. Nessuno. Di questo ci si accorgerà dopo le elezioni, e il povero Presidente a chi lo darà l’incarico, dopo che per tutta la campagna elettorale i partiti della stessa area hanno detto peste e corna degli altri partiti dello stesso orientamento? Soluziuone: mega inciucio alla tedesca, per cui PD e PDL faranno la grosse koalition all’italiana, alla faccia di qualsiasi programma e promessa elettorale. Si tirerà la corda del cesso e via andare. E ci si accorgerà di quanto fa letterelmente ca***e la legge elettorale. E si darà come massima urgenza la modifica della stessa, dando corso ai referendum che la aboliscono o facendone unapeggiore in Parlamento, mettendoci due anni e facendo quella invece di FARE le cose che un governo deve fare, che sono sempre le stesse: rilancio dell’economia, tutela dell’occupazione, controllo della spesa, lotta all’evasione, salvataggio di Malpensa e robette del genere. Invece no, ci metteranno due anni a fare la nuova legge elettorale, e chissenefrega dei precari di Malpensa delle pensioni del potere d’acquisto che finisce sottoterra e della lotta all’evasione. No, prima la legge elettorale, e tanti saluti a voi prescari, per cominciare.
    Non glie ne frega un ca**o a nessuno di queste elezioni: sarà pareggio, alla faccia di chi le ha volute senza riformare la legge elettorale. Ma non servirà a nulla dare giustamente di nuovo la colpa al nano pelato, ce la prenderemo in quel posto anche stavolta.
    (Evaaai…)

  32. Ciao Dania !
    Comprendo la tua amarezza , veramente.
    Ho commentato raramente e soprattutto quando eri su splinder però ho sempre seguito le tue vicende e credo di aver capito , almeno un po’ , i tuoi punti di vista. Quindi penso che se tu non andassi a votare il rammarico sarebbe maggiore dell’amarezza.
    Pensaci.
    Se ben ricordo tempo fa “postasti” ( che brutta coniugazione.. ) una foto di un circolo di rifondazione di Venezia. Ecco , lo spirito che ci deve condurre al voto è quello , la base che tenta di cambiare il vertice. Anche se è durissima.
    Noi a Bologna abbiamo candidato al Senato come numero 1 Rita Borsellino ( clamorosamente trombata in Sicilia per le regionali ) che nessuno ha voluto candidare e stiamo lottando come leoni per farla eleggere. In mezzo al marcio ci sono elementi puliti, proviamo a farli emergere.
    Scusa se sono stato lungo, buona giornata !

    Pav

  33. Rinunciando a votare rinunci anche a fare satira politica. In un certo senso la forza delle tue contestazioni sarà limitata, perderà valenza.
    Come puoi fare satira politica se ti sei chiamata fuori dai giochi proprio quando c’era bisogno di te?! Che diritto avrai di criticare l’operato di qualcuno che tu non hai votato (o non-votato) per scelta?
    Il fatto è che qualcuno salirà. Indipendentemente dal non voto tuo e da quello degli altri che prenderanno la tua stessa decisione, qualcuno appoggerà il pingue culone su quelle benedette poltrone.
    Sai bene che politicamente la penso diversamente da te ma capisco il tuo stato d’animo, lo condivido e non mi sento di biasimarti. Sarei una falsa se dicessi che non ho vagliato la possibilità di disertare le urne. Tuttavia, riflettendoci, il fatto di non votare non porterà da nessuna parte. Mi sembra un po’ l’atteggiamento del famoso marito che si taglia i coglioni per far dispetto alla moglie, per intenderci.
    Concludendo Dania, non è importante per chi voterai. La cosa importante è votare: che sia una voto a destra od a sinistra, che sia una scheda nulla, che sia una scheda bianca (meglio evitarla), la cosa importante è votare. Prima che un tuo dovere, è un tuo diritto e rinunciare ad un diritto è da sciocchi.

    Personalmente annullerò la scheda.

    Ciao

  34. Mi sento di rispondere all’ultimo commento di Andrea, non per contestarlo, ma per spiegargli il punto di vista di una persona che ha deciso di non dare il proprio voto (anche se andrà a votare).
    C’è un’idea del politico italiano che è quella di un uomo che si inventa uno slogan per raccimolare voti e poi quando arriva al governo non fa niente, non pensa all’economia, non pensa alla sociertà, non pensa a niente. Sarei d’accordo nel votare per “approssimazione” chi è più vicino alle nostre idee, ma solo se pensassi che quello che viene sbandierato in campagna elettorale siano idee a cui seguano fatti, e non una grande truffa, come quando ti chiedono un bonifico per ricevere un prodotto ma il prodotto non arriva mai.

  35. Andrea: dal tuo lungo commento si evince che, dei dieci punti che mal riassumono una decisione lunga e sofferta, tu ti sia fermato solo ed esclusivamente al primo, quello in cui si parlava di mediocrità dei leader. La tua risposta sulla non perfezione del candidato è priva di ogni riflessione su tutto il resto del mio ragionamento ed è anche un tentativo molto comodo di ridurre l’opinione altrui ad una scelta superficiale. Francamente non entro nel merito delle convinzioni o speranze di altri, ma pretendo che le analisi e i consigli che dovrebbero modificare i miei punti di vista siano almeno consapevoli dell’ampiezza di tali punti.

    Hoplà: non ritengo che annullare una scheda o lasciarla bianca possa autorizzarmi ad una satira politica più del non voto. Sinceramente trovo molto naif paragonare la partecipazione attiva alla vita politica del paese con il diritto di voto, soprattutto perché hanno reso questo diritto praticamente ininfluente sulla scelta di chi, alla fine, prenderà la poltrona.
    Da tempo non faccio più una satira di parte, da quando, ripeto, mi hanno costretta -mio malgrado e senza che potessi deciderlo- a votare per Mastella (dicendolo agli elettori solo DOPO le elezioni).

    Mi rendo conto che, esclusi coloro che ritengono che la politica non faccia parte dei loro interessi primari, l’Italia si divida in 3 categorie: non votanti delusi, votanti delusi e anacronistici militanti.

    Sinceramente ho utilizzato gli strumenti mediatici a mia disposizione per riflettere sulla mia decisione prima di portarla a termine, confrontandomi anche con chi non sono in contatto quotidianamente. Mi aspetto che mi si dia una ragione migliore della rassegnazione per farmi tornare sulle mie posizioni.
    Mi permetto però di ignorare le aggressioni e i punti di vista che, volontariamente o per abitudine ottusa, evitano di considerare quanto ho scritto lo spunto per un ragionamento sulla terribile agonia dell’ultimo strumento democratico in mano ai cittadini.

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