Tutti i sacrifici che ho fatto per farti studiare

I laureati ritornano al lavoro.

Secondo un’indagine entusiasta di Repubblica, a fine 2007, un neoassunto su dieci sarà uscito dall’università.

Sfortunatamente, l’attenta indagine del quotidiano evita di specificare se i neodottori finiranno, come al solito, a fare i gelatai o i commessi. 

Un saluto ai colleghi che mi leggono: tornate a lavorare!


32 commenti a “Tutti i sacrifici che ho fatto per farti studiare”

  1. il.poeta scrive:

    Scienze della comunicazione: gelatai.

  2. Dania scrive:

    Scienze politiche= cassiere
    Scienze pedagogiche= commessa
    Laurea in lingue= animatore nei villaggi.

  3. La Mondina scrive:

    Ti prego, mi sparo un colpo subito!!!

  4. Dania scrive:

    Dai dai… per quando sarai laureata tu non esisterà nemmeno più il precariato.
    Ci sarà la schiavitù!

  5. frapre scrive:

    ecco un bel lavoro per giovani laureate:
    le mondine… magnifica visione di una splendida silvana mangano in “riso amaro”
    salama aleku

  6. hannibal scrive:

    oceanografia = pescivendolo subbacqquo
    scienze marine = spingitore di pescivendolo subbacqquo
    scienza della produzione animale = incubatrice umana per maiali
    accademia delle belle arti = pompinara (conoscete un’arte più bella?)
    scienze assicurative = crash test dummy umano
    ingegneria = masturbatore di colibrì

  7. paolo beneforti scrive:

    macché gelatai e commessi: call center operator! è quello il futuro. (ci vuole gente che si esprima bene, gente che ha studiato.) :D

  8. fastulfio scrive:

    con la mia laurea triennale in scienze politiche che conseguirò a novembre sono già sicuro di avere un posto come magazziniere…cazzo che culo…ne è valsa la pena eh.

  9. mareprofondo scrive:

    O anche le mignotte. Mestiere più antico del mondo ma assai redditizio, se lo si fa con adeguato spirito imprenditoriale.

  10. syl scrive:

    io voto per l’opzione “lectura dantis” in ponte vecchio.

    sotto il ponte vecchio, per la precisione, al compagno di scatolone

  11. feowyn scrive:

    dai speriamo di no e incrociamo le dita

  12. franz scrive:

    scienze politiche con lode a 24 anni, il primo come impiegato blokbuster, il successivo con con co.co.co presso ente di formazione (orari e paga a dir poco…vabbè e meglio che non lo dico), i successivi 6 precario in un ente di ricerca!!!
    che ho vinto io? che ho vinto?
    cià

  13. Petrov scrive:

    Meglio che stare a casa a non fare un cazzo però.

    Aumenterà secondo voi il numero di consulenze nel settore aerospaziale? La richiesta di studiosi di belle arti o di cinema?. Ho dei seri dubbi…

    Credo che tra gli ex bimbi che da grandi volevano fare “IL PILOTA, LO SCIENZIATO, L’AVVOCATO, LA MAESTRA , IL MEDICO, IL GELATAIO, LA BALLERINA” solo questi ultimi due hanno ancora qualche speranza…
    Mi faccio un Carte d’or e guardo le veline, che è meglio…

  14. Dania scrive:

    Fermi tutti!
    Sembra che qualcuno dei miei colleghi mi abbia riconosciuto e passano il tempo a farmi del mobbing e a insultarmi.
    Sono soddisfazioni!
    Mi sento all’improvviso una celebrità :)

  15. frapre scrive:

    petrov:
    beh… io mi farei le veline e guarderei il cartier d’oro che loro solitamente hanno ai polsi eheheh!
    frapre

  16. frapre scrive:

    ripropongo, per le giovani laureate e ben fornite di mappamondo il lavoro di mondina…azz… ma La mondina dove è andata a finire?

  17. Dania scrive:

    Le mondine ormai sono solo in Cina.
    I cinesi sono il futuro.

  18. orif scrive:

    Ciao Dania! Ti esprimo tutta la mia solidarietà per l’intelligente risposta alle colleghe dalle lingue velenose…ma perchè appena uno fa qualcosa di carino o diverso o comunque “non conforme” ecco che saltano fuori le iene: pronte a dargli addosso con gli insulti? tu continua così e chi non si riconosce in quel che scrivi, vada pure a visitare qualche bel sito insulso, perbenista e politically correct.

  19. Petrov scrive:

    @frapre: come, come ho fatto a non vedere prima il punto debole del mio ragionamento? Touchè! :-P

    Dania, ho letto il commento della tua collega. E sono convinto che sputare nel piatto in cui si mangia a volte gli conferisce sapore e lo rende sopportabile (personalizzandolo :P )
    E un benvenuto alla nuova lettrice di Malafemmena! Leggiti anche i commenti degli astiosi che ti hanno preceduta e che, in sintesi hanno detto “accetta un qualsiasi impiego e non lagnarti!”
    A volte la gente lavora per vivere.
    E merita rispetto.
    Anche se non ama ciò che fa pur facendolo professionalmente.
    Autoironia vuol dire anche sputare nel piatto in cui mangi per uccidere la blatta che ci si stava tuffando dentro!

  20. Petrov scrive:

    …la gente seriosa si estinguerà, voglio sperarlo…

  21. medo scrive:

    Mi sembra il solito sondaggio di mmerda senza alcun fondamento scientifico. Nel senso che anche solo la frase “un neo-assunto su 10 sarà uscito dall’università” non è nient’altro che ben sotto la normalità delle cose.
    Smettiamola di pendere dalle luride labbra dei giornali. Incendiamo le redazioni.

  22. Dania scrive:

    Sondaggio ridicolo soprattutto perché si basa su previsioni future e non su dati verificabili.

  23. simbax scrive:

    ma se le indagini e non statistiche (quindi ben diverso) sui neolaureati dicevano ben altro. solo il 20% dopo un anno e ribadisco un anno lavora e non specifica neanche la tipologia di contratto. quindi si tratta anche di un progettista o magari di commessa o gelataio laureati..

  24. singsing scrive:

    Ma cazzo, il titolo non basta, ci vuole la persona.Uno non può pensare che visto che ha il titolo il mondo si deve aprire al suo passaggio.Bisogna sbattersi. Ok anche la fortuna non guasta. In quanto alle tue cosce sono bellissime come sono.

  25. Pro-fumo scrive:

    singsing Sappiamo benissimo che sono le competenze e non i titoli a far fare carriera (anche un po’ di culo). Qui si prendeva in giro l’ennesimo sondaggio di Repubblica fatto a cazzo di cane (cit)
     

  26. Anonimo scrive:

    in effetti il problema oltre a trovare lavoro è trovare un ” buon ” lavoro.

    MS Mister Superstarsss!

  27. Anonimo scrive:

    ps:non so voi …ma a me sembra che il 10% delle assunzioni di personale laureato siano veramente poche per un paese che non potendo combattere sul fronte del lavoro a basso costo deve essere competitivo sul fronte dell’innovazione…
    forse io sono di parte visto che l’azienda in cui lavoro ha il 57 % di personale laureato.

    MS Mister Superstarsss!

  28. contattato scrive:

    i sondaggi di repubblica sono un po’ come i sondaggi di cosmopolitan o di vanity fair.
    Sono spazi per lo piu’ di riempimento, fatti da giornalisti che vivono in un mondo non proprio vicino alla realta ma basato su sondaggi e statistiche.
    Chi dice che i laureati solo perche laureati devono per forza di cose avere mega stipendi ? se uno e’ capra e’ capra (con rispetto per l’animale capra) sia con sia senza laurea.
    Un laureato in scienze della comunicazione cosa dovrebbe fare ? se in un paese di circa 60 milioni di abitanti ci sono 10000 laureati in scienze della comunicazione che lavorano nel loro campo direi che sono gia’ sufficienti. c’e’ evidentemente piu’ necessita’ di gelatai. ne convenite ? E poi basta ogni estate con stoargomento solo perche da agosto si riprendono le iscrizioni negli atenei… davvero basta.
    Tutte braccia rubate all’agricoltura: sia giornalisti fantasiosi, sia laureati presuntuosi.

  29. Falloppio scrive:

    Dopo tutti i sacrifici fatti per studiare ci vuole solo che uno torni a lavorare…..allora perche’ si e’ studiato?

  30. pociachi scrive:

    stupenda e bentrovata

  31. giuseppe scrive:

    non siate pessimisti io sto studiando economia ed i miei amici già laureati lavorano, lontano d acasa ma lavorano …poi bisogna fare la gavetta altrimenti nn si arriva da nessuna parte…

  32. Dania scrive:

    giuseppe: noi abbiamo finito gli studi da un pezzo (io mi sono laureata nel lontano 2002 e l’architetto mio compagno nei favolosi anni ’90) e lavoriamo già da anni, ma siamo precari e quindi abbiamo tutto il diritto di considerare questo paese un luogo in cui non è verosimile crescere professionalmente.

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