Se mio figlio potesse capire

Se mio figlio potesse capire, se riuscisse a comprendere, gli direi che quei bambini vestiti di rosso, quelli che avevano la sua età, che saranno stati lunghi poco più di ottanta centimetri, che forse non arrivavano a dieci, undici chili, gli direi che quei bambini erano in mare per un caso. Perché per caso, figlio mio, tu sei nato qua e loro là, per caso tu hai il triciclo, i pupazzi, il seggiolone che si reclina e loro, sempre per caso, hanno …continua…

Club sandwich d’autore

Durante la lunga estate calda in cui ho scritto la tesi di laurea, sono tornata a vivere da mia madre. Avevo bisogno di un posto che non mi concedesse distrazioni, in cui non ci fossero coinquilini con la musica a tutto volume a qualsiasi ora del giorno, il cui livello di pulizia fosse sempre perfetto e, soprattutto, in cui ci fosse un frigo pienissimo, perché da sempre il mio appetito triplica quando devo studiare o scrivere. A casa da mammà, …continua…

Le déjeuner sur l’herbe (avec le fromage)

A vent’anni abitavo a Parigi. Ci ero finita per fare un Erasmus di nove mesi e mi sono fermata due anni. È stato un periodo bellissimo e intenso, tra quelli che ricordo con più nostalgia, non solo perché avevo l’età delle possibilità e dell’entusiasmo, l’incoscienza e la leggerezza della gioventù, ma anche perché ho sempre trovato quella città magica, forse la prima in cui mi sia sentita davvero a casa. Parigi mi somiglia, perché è riservata, ma socievole, perché sa …continua…