Club sandwich d’autore

Durante la lunga estate calda in cui ho scritto la tesi di laurea, sono tornata a vivere da mia madre. Avevo bisogno di un posto che non mi concedesse distrazioni, in cui non ci fossero coinquilini con la musica a tutto volume a qualsiasi ora del giorno, il cui livello di pulizia fosse sempre perfetto e, soprattutto, in cui ci fosse un frigo pienissimo, perché da sempre il mio appetito triplica quando devo studiare o scrivere. A casa da mammà, …continua…

Le déjeuner sur l’herbe (avec le fromage)

A vent’anni abitavo a Parigi. Ci ero finita per fare un Erasmus di nove mesi e mi sono fermata due anni. È stato un periodo bellissimo e intenso, tra quelli che ricordo con più nostalgia, non solo perché avevo l’età delle possibilità e dell’entusiasmo, l’incoscienza e la leggerezza della gioventù, ma anche perché ho sempre trovato quella città magica, forse la prima in cui mi sia sentita davvero a casa. Parigi mi somiglia, perché è riservata, ma socievole, perché sa …continua…

La fatica dei sogni

Non mi sono mai pentita di aver scelto la libera professione. Avevo un posto da dipendente, facevo un bel lavoro, guadagnavo pochissimo, ero pendolare (Padova-Venezia, 42 km all’andata, 42 km al ritorno), la mia era una piccola azienda con delle colleghe carinissime e con proprietario “paròn”, che ci considerava figli quando tutto andava bene e mangiapane quando le cose si mettevano male.   Ho lasciato tutto senza avere un progetto, sono venuta a Milano, sono stata fortunata perché cambiare le …continua…