Ritorno al futuro e libertà

Al contrario dei nostri nonni, noi siamo nati democristiani e moriremo fascisti.


19 commenti a “Ritorno al futuro e libertà”

  1. Chris scrive:

    Le ideologie sono morte (“Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…” cantava Gaber) e in questa marmellata le idee sono così confuse che penso sia veramente difficile capire come moriremo.

    Provo ad ipotizzare: se il governo dovesse cadere domani, credo che schiatterei dalle risate.
    Se resisterà ancora per qualche tempo, presumibilmente creperò per la vergogna.
    Se dovesse tirare avanti ancora per qualche anno più probabilmente in molti moriranno di fame.

    http://www.caritasitaliana.it/materiali/Pubblicazioni/Libri_2010/rapporto_poverta2010/sintesi.pdf

  2. claudia scrive:

    il tuo ottimismo mi annienta.

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  3. Dania scrive:

    l’ottimismo è per gli spagnoli

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  4. K. scrive:

    come dir
    “signori se nase e poareti se diventa”

  5. Marco scrive:

    E nel frattempo viviamo da Pidiellini…

  6. Minerva84 scrive:

    Che tristezza

  7. ivan scrive:

    finalmente. fossero ancora in vita i vecchi,quelli che hanno fatto l’italia,sarebbero felici.

  8. Chris scrive:

    Caro Ivan, presupponendo che tu sappia che l’Italia è stata fatta il 17 marzo 1861 (con proclamazione del Regno d’Italia) credo che tu non ti riferissi a quei “vecchi” che oggi avrebbero la veneranda età di circa 150 anni. Comunque quello era il Risorgimento, che con il fascismo c’entra ben poco.
    Se invece avevi in mente coloro che fondarono Repubblica Italiana, ti volevo dare una notizia: già nel ’43 il duce era stato sfiduciato e sostituito con Badoglio. Il 2 Giugno 1946 seguì il referendum con la proclamazione della Repubblica e, guarda un pò, il primo presidente della Repubblica fu Enrico de Nicola (Partito liberale) mentre il primo presidente del consiglio fu De Gasperi (DC). Ma dei fascisti non c’era (almeno in apparenza) più traccia. Quindi, per curiosità, a chi ti riferivi?

    p.s. Scusa Dania se ti ho infestato il blog con dei commenti chilometrici, ma certe affermazioni mi fanno crollare le balle mi crollano peggio di una casa di Pompei…

  9. Chris scrive:

    Ops. Scusate il refuso. Purtroppo la lingua italiana ha ceduto di fronte alla fame… :-)

  10. Maurice23586 scrive:

    Perfavore un doppio Spritz… Senza acqua

  11. ivan scrive:

    MIO NONNO,CLASSE 1907 è CRESCIUTO FASCISTA,PERCHè ERA COSI,O ERA COSI. POI,UNA VOLTA GRANDE,HA LAVORATO COME COSTRUTTORE A MILANO,PER UNA VITA. QUANDO ERA MOLTO ANZIANO,RIMPIANGEVA IL PERIODO FASCISTA…

  12. Dania scrive:

    Tutti hanno avuto qualche parente coglione.

  13. ivan scrive:

    si…ma non tutti hanno provato a mandare link a pagine piene di foto che li ritraggono mentre fanno un pompino

  14. Dania scrive:

    Buon per te.

  15. DavideTomasello scrive:

    «Al contrario dei nostri nonni, noi siamo nati democristiani e moriremo fascisti» (Dania): http://goo.gl/eySJj

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  16. norupies scrive:

    la cosa che più fa incazzare berlusconi e che non può dare del comunista a fini… (ma ci sta lavorando sù)

  17. Federico scrive:

    Cilavegna, patria dell’asparago, nella Lomellina profonda, non sopporta più – da destra – la targa in Municipio per il sindaco della Liberazione Pietro Omodeo Zorini, detto Lenìn. Proprio con la ì accentata, alla emiliana. Proprio come, in altri nostri paesi, con l’eco della rivoluzione del 1917 in Russia, la gente affamata invocava la salvezza con quella ì. Coltivava il mito popolare, l’illusione. Con la semplicità di chiedere un aiuto, di sognare, di sperare. Lenìn e tutti quelli come lui meritano rispetto.

  18. norupies scrive:

    non è incredibile la quantità di gente che vive in… mondi alternativi? universi paralleli?

  19. daglator scrive:

    "Ho troppo stima per l’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro il proprio interesse"
    S.B.
    Quella frase del Premier mi è rimasta scolpita nella mente, perché è l’unica cosa che abbia detto che io condivida.
    Nell’attuale panorama politico italiano votare per chiunque equivale a tirarsi la zappa sui piedi… un’altra volta.
    Che quelli che stanno lassù menino, brighino, beghino ed infine si ritrovino tutti seduti a mangiare allo stesso tavolo è assodato, ciò che mi preoccupa è che chiunque salirà al potere si ritroverà (consapevolmente) inserito in un contesto nel quale si sentirà legittimato – visti i precedenti – a fare qualunque cosa gli aggradi, visto che la gente è abituata a sorbirsi le melliflue fandonie di politici intoccabili e capricciosi e che bastano i mondiali o l’omicidio di turno per far volgere lo sguardo altove.
    Chi è causa del suo mal, pianga sul cesso.

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