Ritorno al futuro e libertà
Al contrario dei nostri nonni, noi siamo nati democristiani e moriremo fascisti.
- Insinuato da Dania il 7 novembre 2010
- 19 commenti »
Al contrario dei nostri nonni, noi siamo nati democristiani e moriremo fascisti.
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7 novembre 2010 at 20:52
Le ideologie sono morte (“Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…” cantava Gaber) e in questa marmellata le idee sono così confuse che penso sia veramente difficile capire come moriremo.
Provo ad ipotizzare: se il governo dovesse cadere domani, credo che schiatterei dalle risate.
Se resisterà ancora per qualche tempo, presumibilmente creperò per la vergogna.
Se dovesse tirare avanti ancora per qualche anno più probabilmente in molti moriranno di fame.
http://www.caritasitaliana.it/materiali/Pubblicazioni/Libri_2010/rapporto_poverta2010/sintesi.pdf
7 novembre 2010 at 21:00
il tuo ottimismo mi annienta.
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7 novembre 2010 at 21:02
l’ottimismo è per gli spagnoli
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7 novembre 2010 at 21:59
come dir
“signori se nase e poareti se diventa”
7 novembre 2010 at 22:43
E nel frattempo viviamo da Pidiellini…
7 novembre 2010 at 23:11
Che tristezza
8 novembre 2010 at 11:37
finalmente. fossero ancora in vita i vecchi,quelli che hanno fatto l’italia,sarebbero felici.
8 novembre 2010 at 12:59
Caro Ivan, presupponendo che tu sappia che l’Italia è stata fatta il 17 marzo 1861 (con proclamazione del Regno d’Italia) credo che tu non ti riferissi a quei “vecchi” che oggi avrebbero la veneranda età di circa 150 anni. Comunque quello era il Risorgimento, che con il fascismo c’entra ben poco.
Se invece avevi in mente coloro che fondarono Repubblica Italiana, ti volevo dare una notizia: già nel ’43 il duce era stato sfiduciato e sostituito con Badoglio. Il 2 Giugno 1946 seguì il referendum con la proclamazione della Repubblica e, guarda un pò, il primo presidente della Repubblica fu Enrico de Nicola (Partito liberale) mentre il primo presidente del consiglio fu De Gasperi (DC). Ma dei fascisti non c’era (almeno in apparenza) più traccia. Quindi, per curiosità, a chi ti riferivi?
p.s. Scusa Dania se ti ho infestato il blog con dei commenti chilometrici, ma certe affermazioni mi fanno crollare le balle mi crollano peggio di una casa di Pompei…
8 novembre 2010 at 13:02
Ops. Scusate il refuso. Purtroppo la lingua italiana ha ceduto di fronte alla fame…
8 novembre 2010 at 13:04
Perfavore un doppio Spritz… Senza acqua
8 novembre 2010 at 15:08
MIO NONNO,CLASSE 1907 è CRESCIUTO FASCISTA,PERCHè ERA COSI,O ERA COSI. POI,UNA VOLTA GRANDE,HA LAVORATO COME COSTRUTTORE A MILANO,PER UNA VITA. QUANDO ERA MOLTO ANZIANO,RIMPIANGEVA IL PERIODO FASCISTA…
8 novembre 2010 at 15:38
Tutti hanno avuto qualche parente coglione.
8 novembre 2010 at 16:00
si…ma non tutti hanno provato a mandare link a pagine piene di foto che li ritraggono mentre fanno un pompino
8 novembre 2010 at 16:04
Buon per te.
8 novembre 2010 at 23:22
«Al contrario dei nostri nonni, noi siamo nati democristiani e moriremo fascisti» (Dania): http://goo.gl/eySJj
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9 novembre 2010 at 12:55
la cosa che più fa incazzare berlusconi e che non può dare del comunista a fini… (ma ci sta lavorando sù)
9 novembre 2010 at 16:31
Cilavegna, patria dell’asparago, nella Lomellina profonda, non sopporta più – da destra – la targa in Municipio per il sindaco della Liberazione Pietro Omodeo Zorini, detto Lenìn. Proprio con la ì accentata, alla emiliana. Proprio come, in altri nostri paesi, con l’eco della rivoluzione del 1917 in Russia, la gente affamata invocava la salvezza con quella ì. Coltivava il mito popolare, l’illusione. Con la semplicità di chiedere un aiuto, di sognare, di sperare. Lenìn e tutti quelli come lui meritano rispetto.
10 novembre 2010 at 11:21
non è incredibile la quantità di gente che vive in… mondi alternativi? universi paralleli?
10 novembre 2010 at 23:34
"Ho troppo stima per l’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro il proprio interesse"
S.B.
Quella frase del Premier mi è rimasta scolpita nella mente, perché è l’unica cosa che abbia detto che io condivida.
Nell’attuale panorama politico italiano votare per chiunque equivale a tirarsi la zappa sui piedi… un’altra volta.
Che quelli che stanno lassù menino, brighino, beghino ed infine si ritrovino tutti seduti a mangiare allo stesso tavolo è assodato, ciò che mi preoccupa è che chiunque salirà al potere si ritroverà (consapevolmente) inserito in un contesto nel quale si sentirà legittimato – visti i precedenti – a fare qualunque cosa gli aggradi, visto che la gente è abituata a sorbirsi le melliflue fandonie di politici intoccabili e capricciosi e che bastano i mondiali o l’omicidio di turno per far volgere lo sguardo altove.
Chi è causa del suo mal, pianga sul cesso.
Questo commento è stato originariamente inviato su: : Paedrae’s Blog : :