La prova costume emozionale

Ho sempre peccato di scarsa autostima, anche nei momenti in cui riscuotevo maggiori apprezzamenti e successi. Sono sicura che indagando nella mia infanzia, negli anni torturanti della scuola o nelle mie prime e imbarazzanti relazioni affettive con l’altro sesso, potrei trovare risposte alle origini questa mia forte carenza di fiducia. Ma credo che il tempo dell’analisi tolga tempo al migliorarsi. Credo sia più importante capire come superarmi e credere in me stessa che continuare a dare la colpa di ogni mia debolezza a qualcuno e qualcosa che forse – mi auguro – non tornerà più.
Ho iniziato, quindi, un estenuante corteggiamento per sedurmi, per riuscire ad amarmi di più. Che prevede farmi complimenti davanti allo specchio, dedicarmi cure e attenzioni, non fare quello che non mi va di fare (se non necessario), evitare persone e situazioni sgradevoli, indossare soltanto abiti con cui mi sento a mio agio, mangiare una cosa buona se mi va e non sentirmi sbagliata per una frittura di pesce. E poi, vivere la palestra come uno sfogo e un divertimento e non come un obbligo, non rispondere al telefono, se non ho voglia di parlare, scrivere quello che vorrei leggere e non quello che mi aspetto gli altri vogliano leggere, cantare ad alta voce ogni volta che posso, portare i tacchi solo se lo desidero, smettere di accettare qualsiasi collaborazione per paura che un giorno non ci sia più lavoro, essere risoluta di fronte alle ingiustizie, mandare al diavolo i cafoni, rifiutare lavori al di sotto delle mie possibilità, circondarmi di amici senza doppi fini, provare a dire alle persone a cui tengo di più che vogliono loro bene.

L’ultimo punto è il più difficile di tutti e portarlo a termine, per un orso come me, è un po’ come superare la prova costume il primo di giugno.

Sono una persona migliore di quello che credo e posso riuscire a fare qualsiasi cosa. Lo so.
Quello che, forse, mi frega è che sono anche pigrissima. Ma su questa sfumatura lavorerò nei prossimi anni.

2 commenti su “La prova costume emozionale”

  1. È vero: il punto più difficile è l’ultimo… Ma anche la prova costume del 1 giugno è bella tosta!

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