Vicina in ascensore: -Amore, come fa il cavallo?
Bambino piccolo: -Papà!
Improvvisamente provo interesse per il mio vicino di casa.
Vicina in ascensore: -Amore, come fa il cavallo?
Bambino piccolo: -Papà!
Improvvisamente provo interesse per il mio vicino di casa.
Francesca: -Lei mi ha detto che non vuole più vederti da quando ha saputo che sei andata a letto con suo marito.
Dania: -E tu e le altre sapete meglio di me che, per una scopata con A., non vale la pena distruggere un’amicizia.
Francesca: -Infatti è esagerata. Cosa vuole fare? Togliere il saluto a tutte?
Dopo anni di blog, sto pensando di rinfrescarne lo spirito, i contenuti e la grafica.
Per iniziare, mi sono messa a scrivere (ancora) meno e a leggere (ancora) di più.
Voi cosa vi aspettereste dalla nuova Malafemmena?
Grazie, in anticipo, per i suggerimenti.
Da piccola non ho mai sognato di essere una principessa.
Ho sempre sognato di essere l’agente del Principe Azzurro.
Dania: – Da adolescente ero l’amica simpatica di quella bella.
Dania: -Poi, crescendo, lei è diventata bruttina…
L.: -… e tu sei diventata l’amica bella!
Dania: -No. Sono diventata l’amica simpatica di quella brutta.
B.: -Ultimamente la frequenti spesso, ma non riesco a capire cosa abbiate in comune.
Dania: -Ad entrambe piace molto suo marito.
Da ragazzina pensavo che sarei morta prima dei 30 anni, all’apice del mio strepitoso successo.
Dal momento, però, che non ho sviluppato alcun talento, credo che vivrò ancora per qualche decennio.
Ho finto di non accorgermene, per un paio di mesi, attribuendo nuove rotondità ai differenti e sempre lieti periodi del ciclo mestruale, allo stress, all’umidità, al caldo, al governo, agli assestamenti sismici, alle intolleranze alimentari.
Il mio compagno, addestrato a rispondere diplomaticamente ai miei dubbi più rischiosi, alla domanda “mi trovi ingrassata?” replicava, ultimamente, con un troppo vago “sei sempre bellissima”.
Gli amanti hanno provato ad avvisarmi, sussurrandomi che stavo diventando troppo per loro.
Una commessa mi ha chiesto se volevo provare una taglia più grande e le ho risposto che l’etichetta del vestito doveva essere sicuramente sbagliata.
La bilancia segnava circa 3 o 4 kg in più e l’ho mandata in assistenza.
Invece, sono ingrassata.
La prova inconfutabile è stata scoprire che mi sono cresciute le tette.
E, nonostante le preghiere di una vita, sono ormai abbastanza adulta per capire che una seconda pubertà non mi sarebbe stata concessa.
Ho chiesto consiglio ad un’amica, per licenziare i chili in esubero prima dell’estate, e mi ha detto che alla mia età bisogna imparare ad accettare che il metabolismo rallenti, perché non sono più una ragazzina.
Le ho tolto il saluto e mi sono messa a dieta.
Se tutto va bene e non ho troppa fame, alle 22, A letto con Dania.
Da giorni, ho la tentazione di scrivere qualcosa di estremamente intelligente.
Rischio, però, di deludere il mio lettore abituale.
Da quando frequento facebook, ho scoperto che tutte le mie ex compagne di scuola sono neomamme o stanno per diventarlo.
Per evitare incidenti di percorso, sto meditando di chiudere l’account.
Cinque anni sono più della durata di un contratto di lavoro.
Cinque anni sono più lunghi di molti matrimoni.
Cinque anni sono più dell’età dei figli delle mie amiche.
Cinque anni sono sufficienti per una seconda laurea.
Cinque anni sono abbastanza per cambiare profondamente.
In cinque anni puoi incontrare gente splendida.
In cinque anni puoi incontrare gente orribile.
In cinque anni puoi capire cos’è l’arte.
In cinque anni puoi imparare a scrivere.
In cinque anni puoi imparare ad essere umile.
Un sesto della mia vita l’ho trascorso tra queste pagine virtuali, imparando, scrivendo, leggendo, sorridendo, arrabbiandomi, piangendo e divertendomi.
Senza questi cinque anni da malafemmena, non sarei quella che sono.
Grazie a tutti voi, per la pazienza e per avermi seguita in questo bizzarro lustro.
Daniela Farnese, in arte Dania
G.: -Qual era questa grande fantasia?
Dania: -Ho sempre sognato di creare un harem di uomini, tutti completamente a mia disposizione.
G.: -Eh eh! E cosa te lo ha impedito?
Dania: -L’atroce sospetto che, poi, avrei dovuto stirare io le camicie di tutti.